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Semini cattivi & cervi cuochi

Semini cattivi & cervi cuochi

di Caterina Ceriani

novembre 2021

Con «Prime letture» inauguriamo la nuova rubrica dedicata ai libri illustrati per l’infanzia, che forse possono piacere anche ai grandi.

«Non ti perdere». Così c’è scritto sul ciondolo rotondo della mia collana preferita. Non so perché, ma la indosso quando sento il bisogno di lasciare da parte le distrazioni. In uno di questi momenti qualche giorno fa, sono andata nella libreria Verso che si trova nelle vicinanze dell’uffico dell’Ares e che ha un’intera stanza dedicata ai libri per bambini. Proprio qui il telefono non prende e così è eliminata anche questa invadente distrazione. Ci sono tre scalini di legno per arrampicarsi e prendere i libri più in alto. A un certo punto alzo gli occhi poco più in su rispetto allo scaffale dedicato alle novità, prendo un libro, lo apro e guarda un po’ cosa trovo scritto: «Come trovare la tua strada anche se ti perdi». Ed ecco che mi sono ritrovata dopo tempo a cercare di scrivere qualcosa sui libri per bambini e in particolare sugli albi illustrati: un mondo che mi ha sempre affascinato per la capacità di connessione tra storia e immagini, e per la sua forza di suscitare nell’animo suggestioni e riflessioni che talvolta si tendono a dimenticare. Sono come pillole che fanno bene ai piccoli che devono crescere ma anche a quegli adulti che hanno il coraggio di tornare bambini, come del resto ricorda il Piccolo principe «tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano». Tornando alla citazione «Come trovare la tua strada anche se ti perdi» è di Noi siamo qui. Dritte per vivere sul Pianeta Terra (Zoolibri, Reggio Emilia 2020, pp. 48, e 16), di Oliver Jeffers già nel 2007 illustratore ufficiale nel Word Book Day.

L’autore con un «Beh, ciao. Benvenuto su questo pianeta» parla non solo al lettore, ma anche, e soprattutto, a suo figlio di pochi anni (lo si capisce dalla dedica in esergo) e gli presenta tutto ciò che troverà nel mondo, una sorta di benarrivato sulla Terra. I pianeti e le stelle, gli oceani, gli animali del mare e della terra, le persone. Un mondo veloce in cui bisogna saper usare bene il proprio tempo e in cui si deve trovare il proprio spazio. C’è però una certezza: siamo in tanti ma non di certo soli. Dal generale al particolare, da ciò che è lontano fino a ciò che ci è più vicino, la famiglia. Nelle pagine finali troviamo: «Ci sono solo tre parole per le quali vivere, figlio mio: rispetto, considerazione e tolleranza». Non è forse questa una prospettiva che siamo stati chiamati ad avere proprio in questi ultimi tempi?

Ci siamo spogliati delle nostre maschere o piuttosto le abbiamo indossate per apparire diversi?

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