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«San Riccardo, ideale di vera umanità». La biografia di Pampuri di Rino Cammilleri
Ares News · EventiSc 742

«San Riccardo, ideale di vera umanità». La biografia di Pampuri di Rino Cammilleri

di Luigi Giussani

dicembre 2022

Le Edizioni Ares presentano la nuova collana Un santo per amico. Volumi agili, biografie vivaci per la divulgazione della vita dei santi della storia della Chiesa, dalle origini al presente. La collana si inaugura con i volumi Giuseppe Moscati, di Paolo Gulisano (pp. 176, euro 15) e Riccardo Pampuri di Rino Cammilleri (p. 288, euro 18). Due santi medici. Non è stata una scelta prefissata, ma nel contesto di un’emergenza sanitaria epocale, questa proposta si gioca nell’attualità. Il lettore è chiamato a confrontarsi con due figure che hanno coniugato professionalità e passione per l’umano a una fede cristallina, due medici capaci di infondere speranza, buon umore, salute anche all’anima.
Riccardo – al secolo Erminio – Pampuri, nacque nel 1897. Divenne medico condotto, poi si fece religioso nell’Ordine dei Fatebenefratelli. «Fare tutto, anche le cose minime, con amore grande», era solito raccomandare. E la sua vita si svolse nella normalità, eppure nella completa dedizione in ogni circostanza, dal fronte della Prima guerra mondiale, da cui ritornò con una Medaglia al Valore, alla quotidianità nel curare e voler bene agli ammalati, fino alla sua stessa malattia e alla morte prematura affrontate con fede luminosa all’età di soli 33 anni. Il suo corpo è conservato a Trivolzio (Pavia) nella parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano, meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. Fra i suoi più grandi estimatori c’era mons. Luigi Giussani: quando Cammilleri lanciò la sua biografia, per la prima volta con Mondadori nel 1997, volle scrivere la Prefazione, che viene fedelemente riproposta, per gentile concessione della Fraternità di Comunione e Liberazione, anche da Ares nella presente nuova edizione e, qui di seguito, per i lettori di Sc.

Erminio Pampuri era un piccolo medico condotto. All’inizio del secolo si fece frate Riccardo dell’Ordine ospedaliero di san Giovanni di Dio – i Fatebenefratelli – perché voleva diventare santo. Santo. C’è un modo di intendere questa parola che la identifica con una sorta di eccezionalità strana, quasi una stravaganza legata a particolari doti di carattere e di coerenza etica. Ma noi sappiamo che la santità nella vita della Chiesa è la “stoffa” della vita di fede. Dunque l’ideale di tutti e di ciascuno che sia raggiunto e investito dall’Avvenimento cristiano che ha salvato l’uomo dalla distruzione.

San Riccardo ci offre un esempio eclatante di questa grande verità: egli fu uomo vero perché aderì con semplicità e sincerità a una Presenza famigliare. Non è diventato grande per essersi impegnato in un grintoso affronto della realtà, inevitabilmente destinato a delusione per l’originale peccato dei nostri progenitori.

Riflesso di Cristo
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