Questa splendida intuizione. La DC trenta anni dopo: disquisizioni su un’idea democratico cristiana di Riccardo Clementi
febbraio 2026
Riccardo Clementi, Questa splendida intuizione. La DC trenta anni dopo: disquisizioni su un’idea democratico cristiana, Edizioni Libreria universitaria.it, Torino 2024, pp. 202, € 14,90.
Un omaggio alla “splendida intuizione”, come Mino Martinazzoli definì l’idea democratico cristiana, con il paradosso che proprio questo leader dovette porre fine al partito che aveva quel nome, dando vita nel 1994 a una riedizione del Partito popolare di don Luigi Sturzo che ebbe poi durata breve, assorbito dalla “Margherita” di Francesco Rutelli nel 2002. Con una amara battuta, qualcuno commentò che la Margherita era diventata il fiore carnivoro di un secolo di cattolicesimo politico italiano. In effetti, a oltre 20 anni di distanza, della Margherita rutelliana si è perso il ricordo, mentre il cattolicesimo politico italiano – nel popolarismo sturziano che ne resta la massima espressione – è una dottrina politica viva e attuale.
Tutto questo torna alla mente, scorrendo il bel libro di Riccardo Clementi: un libro singolare. La Democrazia cristiana nel suo mezzo secolo di vita è stata tante cose, un libro che ne parla è anch’esso necessariamente tante cose: insieme saggio, racconto, riflessione, coinvolgimento di una quantità di intervistati, oltre 30, con la medesima, esplicita o sottesa domanda se tutto è finito per sempre, o in un futuro si possa sperare ancora. La domanda delle domande, alla quale non c’è una risposta certa.
Anni fa, in una conversazione con il regista Peppuccio Tornatore, lui ricorse a un termine cinematografico per spiegare un passaggio della storia del Paese: la dissolvenza, la frazione di tempo che separa in un film una scena dall’altra, quel momento in cui non c’è più la scena di prima e deve ancora arrivare quella successiva. La dissolvenza si adatta a spiegare la parabola nel Novecento del cattolicesimo politico: c’è il Partito popolare di Sturzo, la dissolvenza durante il Fascismo, poi la scena nuova rappresentata dalla Democrazia cristiana. La Dc termina 30 anni fa e ora c’è un’altra dissolvenza. Che sarà dopo?
Dopo sarà quello che si sta preparando durante l’attuale dissolvenza. Così è avvenuto nel passaggio dal Partito popolare di Sturzo alla Democrazia cristiana di Alcide De Gasperi. A Milano i neoguelfi e i “professorini” dell’Università Cattolica, a Roma il circolo che faceva capo a De Gasperi, con Guido Gonella e tanti altri, a Camaldoli gli estensori del “Codice”, altri gruppi in altre città ancora, pur nella difficoltà di iniziative e di relazioni reciproche per la repressione fascista, così si preparò il dopo. Così i cattolici divennero protagonisti della Costituente e del successivo governo democratico del Paese.
Il libro di Riccardo Clementi, intellettuale colto e discreto, ci interroga su quanto sta avvenendo oggi nel cattolicesimo politico italiano e – si dovrebbe dire – europeo, se è vero quello che affermava Dietrich Bonhoeffer: «I cristiani che stanno con un solo piede sulla terra staranno con un solo piede in paradiso». Non c’è un “dover essere” di testimonianza civile del cristiano. Semplicemente il cristiano è testimonianza civile.
Una delle dediche del libro è a monsignor Gastone Simoni, il compianto vescovo di Prato sempre in prima linea a sostenere il rapporto tra fede e politica. Dalla dedica a Simoni alla citazione di una affermazione di Giorgio La Pira il passo è breve: «In una mano la Bibbia e nell’altra il giornale: qui è la sintesi della giusta formazione dell’uomo». Questo fa dire a Clementi: «Questo libro non vuole essere altro che uno stimolo di questo tipo: si compone di riflessioni da cui scaturiscono domande – rivolte ad amici e persone sagge – che non pretendono tanto risposte definitive, quanto generatrici di pensiero, di dibattito, di humus per la mente».
Stare dunque dentro una dissolvenza attiva, perché sarà questa a produrre il nuovo, a generare gli anticorpi necessari per contrastare il crescente attacco alla democrazia rappresentativa del Paese. Non si senta in minoranza, Riccardo Clementi, quando annota che «i saggi sulla Dc possono quasi contarsi sulle dita di due mani».
Se c’è stato in questi anni un fenomeno politico editoriale spontaneo e ricco, esso ha riguardato proprio la quantità di memorialistica su questo partito. Il suo lavoro ne è conferma.





