Queer, tra purezza e spazzatura. Colloquio con Luca Guadagnino e Daniel Craig
maggio 2025
Appena arrivato nelle sale cinematografiche Queer ha creato subito discussioni, suscitato dibattiti, innescato (legittime) polemiche, scatenato manifestazioni e provocato censure. Ne abbiamo parlato con il regista Luca Guadagnino e il protagonista principale Daniel Craig, l’indimenticabile James Bond.
LUCA GUADAGNINO
- Scusi Guadagnino, ma perché ha voluto proprio e solo Daniel Craig per interpretare William Lee in Queer?
Craig ha il viso giusto.
- Che viso ha?
Di purezza corrotta.
- Cosa significa?
Un ragazzo dagli occhi azzurri e limpidi immersi nella spazzatura.
- Fisica?
Mentale.
- In che momento William è diventato Daniel?
L’ho sempre pensato.
- Ma?
Ero certo che Craig non avrebbe accettato.
- Invece?
Ha detto sì.
- Come l’ha convinto?
Gli ho spedito il copione.
- Dopo quanto tempo ha risposto?
Una settimana.
- Perché voleva proprio Bond, James Bond?
È perfetto per interpretare la natura ambigua del protagonista.
- Un film che sfida i tabù?
L’arte deve essere sempre sovversiva.
- A chi è indirizzato?
Ognuno può ritrovarsi nel mio film.
- Perché?
È una storia di sentimenti.
- Che tipo di sentimenti?
È il rapporto complicato tra William Lee, interpretato da Daniel Craig, che è scampato a un raid antidroga a New Orleans e passa le giornate nei locali di Città del Messico dove incontra e s’invaghisce del giovane spacciatore Allerton interpretato da Drew Starkey.
- In che anni siamo?
Anni Quaranta.
- L’ha girato veramente in Messico?
A Cinecittà.
- Ha già ricevuto censure?
La Turchia è stato il primo Paese a censurarmi.
- Come ha reagito?
Non cambierò una sola scena.
- Come pensa verrà accolto in Italia?
Sono ottimista.
- Se fosse incompreso?
Un film incompreso all’inizio può avere successo dopo.
- Cosa preferisce?
Punto alla durata nel tempo dei miei film.
- Questo è il film della vita?
Tutti i miei film lo sono.
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