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Copertina del numero di Studi cattolici

Profondità & ricchezza umana della cultura araba

di Daniele Cristallini

luglio/agosto 2021

«Letteratura araba», questo il significato del titolo – Adab ‘arabī – del recente lavoro di Paolo Branca pubblicato per i tipi delle Edizioni Ares (Milano 2021, pp. 288, euro 18). La dizione plurale di «letterature» definirebbe forse più opportunamente un panorama letterario tanto eterogeneo per popoli e culture coinvolti e dagli sviluppi plurimillenari. La scelta di una trattazione organica è tuttavia giustificata dalla funzione unificante che la lingua araba e la religione islamica hanno svolto nel tempo in un’area che si estende dal Marocco allo Yemen, dalla Siria al Sudan.

La cifra del lavoro di Branca – una storia letteraria, più che una semplice antologia – è lo sforzo costante di evidenziare connessioni culturali tra i popoli di lingua araba e i loro vicini nel bacino del Mediterraneo. L’operazione, che non trascura di fornire al lettore le coordinate storiche necessarie alla comprensione del fenomeno letterario, è ben in linea con l’intento divulgativo dell’opera.

Nel secolo figlio dell’11 settembre trattare di cultura araba vuol dire muoversi su ceneri ancora calde: il primo approccio di un pubblico non specialistico alla conoscenza di un mondo così diverso non può che passare, dunque, per l’osservazione dei rapporti di somiglianza che legano quest’ultimo al mondo occidentale e delle motivazioni storiche sottostanti.

Degna di nota in questo senso è l’insistenza dell’autore sul carattere logocentrico della cultura araba fin dalle sue origini preislamiche, carattere che essa condivide con altre culture mediterranee, come quella greca ed ebraica. L’appellativo sayyid attribuito al capo beduino richiama, per esempio, nel suo significato di «eloquente», la caratterizzazione tipica dell’eroe omerico nell’assemblea dei capi. Più tardi, il profeta Maometto rivolgerà la sua predicazione alla propria gente, affinché, sul modello delle Scritture ebraiche, anch’essa abbia una rivelazione nella propria lingua.

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