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Antonio Riccardi, Poesie 1987-
Antonio Riccardi, Poesie 1987-

Poesie 1987- di Antonio Riccardi

di Luca Ariano

marzo 2023

Saga famigliare

Antonio Riccardi, Poesie 1987-, Garzanti, Milano 2022, pp. 496, euro 20.

Antonio Riccardi, negli anni, ha dosato sapientemente la sua produzione poetica, ora raccolta in Poesie (1987- 2022) pubblicata da Garzanti con una prefazione di Roberto Galaverni. Fin dalla sua prima raccolta, Il profitto domestico (Mondadori, 1996) ripubblicata con alcune modifiche testuali nel 2015 per Il Saggiatore, il poeta parmigiano (originario di Cattabiano frazione di Langhira no) descrive le vicende della sua famiglia dagli avi fino a suo padre Pier Giovanni, medico, custode del podere di Cattabiano:

Chiamo queste vite in una storia. / In un cono d’erba, dai rami / vengono per restare sempre d’oro / come le mosche nell’ambra. / Sento il tempo comune alla specie / come profitto domestico.

Non si tratta di un romanzo in versi, come potrebbe far pensare l’argomento, ma di poesie misura te con un linguaggio che talvolta ricorda le parabole, i motti (o meglio i mottetti di Montale) in cui il poeta narra le vite, gli attimi, i momenti, oggetti, piccole cose, paesaggi che nel tempo hanno fatto parte delle esistenze di chi l’ha preceduto. Il riferimento principale è sicuramente Attilio Bertolucci, il Bertolucci del romanzo familiare La camera da letto (1984-1988), ma, come scritto, con un tono e uno stile ben diversi. Nell’opera del primo Riccardi sono presenti echi di Giampiero Neri, Nelo Risi e Giovanni Raboni. Nella seconda raccolta, invece, Gli impianti del dovere e della guerra (Garzanti, 2004), lo sfondo cambia e diventa Sesto San Giovanni (dove lavora va suo padre) con la descrizione del paesaggio archeologico industriale della “Stalingrado d’Italia” che ci riporta, a tratti, al poemetto Una visita in fabbrica di Vittorio Sereni, altro punto di riferimento (non solo poetico, ma anche editoriale) del poeta parmigiano:

Con la sirena saliva al ferro / e al mattino la nostra città. / Mio padre ve deva gli organi e le ossa / degli uomini delle fabbriche. / Coperto dal camice di piombo / cercava dei segni dentro la carne / sentendoli al buio senza parlare. / Poi partiva per Cattabiano / con le bestie giocattolo per me.

Acquarama e altre poesie d’amore (Garzanti, 2009) affronta il tema dell’amore nei suoi aspetti coniugali, domestici e di passio ni. L’amore, ma non solo, ritorna inquieto nei Tormenti della cattività (2018) dove Galaverni rileva echi di Giorgio Caproni, però non solo l’amore è presente nell’ultima raccolta di Riccardi, ma compaiono anche vicende personali come il lavoro in ambito editoriale (e qui Vittorio Sereni è citato direttamente) e l’ambiente famigliare di Cattabiano sempre visto come forma di riparo pur talvolta con un senso di spaesamento nel portare avanti le eredità di chi ci ha preceduto.