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Perchè il Ddl Zan è stato bocciato

Perchè il Ddl Zan è stato bocciato

di Assuntina Morresi

dicembre 2021

Il ddl contro l’omobitransfobia che porta il nome dell’on. Alessandro Zan non ha superato il vaglio del Senato. «Insomma. il ddl Zan non c’è più, ma del suo merito se ne parlerà ancora, per questo è bene avere chiara la posta in gioco». È quello che la professoressa Assuntina Morresi, dell’Università di Perugia, spiega in queste pagine che ripercorrono l’iter del contestatissimo ddl. A questo punto, sarà importante elaborare una strategia di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, a livello sociale e anche ecclesiale.

È stata una tagliola ad affossare lo Zan: con questa frase, comprensibile solo agli addetti ai lavori, lo scorso 27 ottobre i notiziari hanno annunciato la sostanziale bocciatura di una delle proposte più discusse della legislatura, il disegno di legge (ddl) Zan, appunto, che prende il nome dal deputato primo firmatario, Alessandro Zan.

«Tagliola» è il nome gergale con cui si indica lo stop di fatto a una norma mediante una particolare procedura del Senato secondo la quale, una volta conclusa la discussione di un testo di legge, non si procede all’esame e alla votazione articolo per articolo, fermando quindi il provvedimento. In questo caso la «tagliola» per il ddl Zan è stata richiesta da Lega e Fratelli d’Italia, che hanno anche domandato e ottenuto per la votazione lo scrutinio segreto. Il risultato è stato netto, con uno scarto consistente fra chi ha votato a favore della «tagliola», 154, e chi contro, 131, con solo 2 astenuti. E adesso bisognerà aspettare sei mesi prima di poter presentare un nuovo testo di legge in materia e avviarne l’iter parlamentare; se non ci sarà tempo per approvarlo nel corso della legislatura una legge analoga sarà nel programma di governo dello schieramento di sinistra e se ne discuterà nella prossima campagna elettorale. Insomma, il ddl Zan non c’è più, ma del suo merito se ne parlerà ancora, per questo è bene avere chiara la posta in gioco.

Di che cosa parliamo

Nonostante sia presentata come una norma a difesa di alcune minoranze oggetto di campagne discriminatorie e discorsi d’odio, nella sostanza il ddl Zan avrebbe introdotto nel nostro ordinamento giuridico una nuova concezione antropologica rispetto a quella su cui si è modellata finora ogni tipo di società umana, e avrebbe posto problemi alla libertà di parola in merito. Si sarebbero inoltre create le condizioni per promuovere questa nuova concezione dell’umanità dall’interno delle istituzioni, in particolare nelle scuole, anche quelle primarie, per i più piccoli.

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