Parole di libertà. I poeti coreani della resistenza
gennaio 2026
22 agosto 1910. Una data che riecheggia ancora forte nella memoria collettiva della popolazione coreana. Quel giorno, infatti, il Paese, che a quel tempo era ancora unito, fu costretto ad annettersi completamente al Giappone diventandone, di fatto, una colonia. Da quel momento la penisola subì molteplici e profondi cambiamenti, che intaccarono non solo il sistema di governo, ma anche tutti gli ambiti della vita della popolazione fino alla liberazione, avvenuta il 15 agosto del 1945.
Ma perché il Giappone fu così violento nell’eradicazione del nazionalismo, della cultura e dei diversi aspetti della vita coreana? Le ragioni furono numerose. In primis, i coreani dovevano essere assimilati all’interno della cultura giapponese in modo da poter creare un vero e proprio impero governato dal Paese del Sol Levante. Proprio per questo motivo vennero promosse a gran voce la lingua giapponese e la religione shintoista, eliminando completamente dall’educazione tutto quello che poteva essere ricollegato alla Corea, quindi la lingua, la storia e la religione, sminuendo allo stesso tempo i grandi successi della penisola. Il nazionalismo e la cultura venivano infatti considerate come una forte minaccia al completo dominio del Giappone sulle proprie colonie. D’altronde, una colonia che preservava le sue caratteristiche e il suo spirito nazionale non si sarebbe mai integrata alle usanze di un altro Paese. Altro scopo del Giappone era quello di sfruttare al massimo le risorse e la forza lavoro della Corea: solo la creazione di una società culturalmente omogeneizzata avrebbe reso più facile il controllo e lo sfruttamento economico del Paese.
La lingua come arma di resistenza
Ovviamente, la popolazione coreana si oppose fortemente a questo tipo di politiche, sviluppando, al contrario, un intenso sentimento nazionalista che aveva lo scopo di proteggere tutte le sfaccettature della propria cultura e che si manifestò, soprattutto, attraverso la letteratura. Fu proprio per questo motivo che essa, fino a quel momento caratterizzata principalmente da espressioni poetiche e musicali quali sijo (시조, lett. ritmo del tempo), gasa (가사) e pansori (판소리, p’ansori), subì una profonda trasformazione, influenzata soprattutto dai movimenti illuministi e simbolisti provenienti dall’Occidente, diventando quella che oggi viene definita come Poesia della Resistenza.
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