La maglia numero «Dieci», quella del fantasista capace di mutare le sorti di una partita con una punizione all’incrocio dei pali o una serpentina tra gli avversari, è stata il sogno di milioni di ragazzi. Eppure il calcio moderno, così fisico e rigidamente tattico, rischia di cancellare per sempre la magia di quel numero indossato da Maradona e Baggio, e, per venire ai nostri giorni, da Lionel Messi.
Cerchiamo di fare un gioco. Pochi secondi, per un tuffo indietro nel passato o, perché no, una bella carrellata di emozioni del presente. Non serve nient’altro che chiudere gli occhi e immaginarsi comodamente seduti sul seggiolino di uno stadio. In questo tempo di pandemia il solo pensiero ci fa tornare a battere il cuore.
Da Pelé a Matthäus
La domanda è la seguente: «Chi è il primo numero Dieci della squadra del cuore che vi viene in mente?». A qualunque appassionato di calcio, nello spazio di qualche frazione di secondo, tornano alla memoria anni e anni di grandi giocate, di sogni, di scudetti vinti o di finali perse. Ma tutte quante, tutte queste partite, sono inevitabilmente associate alle speranze di giocatori, grandi campioni, chiamati a risolvere con la loro classe quei match magari bloccati. Immagino, con un pizzico di presunzione, che nessuno juventino abbia pensato prima a Dybala e poi a Del Piero, che nessun interista abbia anteposto Lautaro Martínez a Roberto Baggio. Di questo, invece, ne sono sicuro: nessun tifoso della Roma potrà mai immaginare che, in futuro, la maglia Dieci di Francesco Totti venga data in gentil concessione a un altro proprietario.
Sia chiaro, sono solo alcuni esempi di persone, prima che calciatori, che hanno contribuito a scrivere la storia del nostro calcio. Ma la lista è veramente lunga: Pelè, Platini, Zico, Eusebio, Zidane. E ancora: Ronaldinho, Savićević, Rui Costa, Gullit e Matthäus. Vietato andare oltre nella lettura di questo articolo se non si conoscono tutti questi nomi.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





