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Studi
di Giovanna Razzano
Numero 780 · febbraio 2026

Ancora una volta la Corte Costituzionale è intervenuta in tema di suicidio assistito e, con la sentenza n. 204 del 29 dicembre 2025, ha dichiarato illegittima gran parte della legge toscana che disciplinava una rapida procedura di aiuto medico a morire, configurata come una prestazione del Servizio sanitario regionale. Per la Corte, infatti, quest’ultima è una norma di principio, che spetta al legislatore statale. Per lo stesso motivo la sentenza ha cancellato la disposizione che considerava il suicidio assistito come una prestazione sanitaria “aggiuntiva” rispetto ai livelli essenziali di assistenza. Sono state poi bocciate le norme che imponevano scadenze stringenti per accedere al suicidio assistito, in quanto per la Corte occorre tempo per valutazioni approfondite, per eventuali ripensamenti e per garantire cure palliative efficaci, capaci di prevenire la richiesta di suicidio assistito.
Pertanto, non potrà più essere considerato come un ritardo burocratico, da qui in avanti, il rigoroso esame di eventuali richieste di suicidio medicalmente assistito.
La sentenza contiene, inoltre, alcune affermazioni significative rispetto al ruolo e alle responsabilità del medico.
Studi cattolici · n. 780 · febbraio 2026
Edizioni Ares · Milano
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