Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Monologo interiore e frammentazione dell’io

Monologo interiore e frammentazione dell’io

di Beatrice Sofia Galli

febbraio 2026

Beatrice Sofia Galli è nata a Brescia nel 2004 e prematuramente scomparsa nel 2025. Vincitrice nel 2017 del premio nella sua categoria al Concorso Letterario Giovanile Bertelli, attiva nel volontariato cattolico e collaboratrice dell’Istituto Bruno Leoni, dopo aver conseguito l’International Baccalaureate seguiva in Bocconi il corso di laurea in Global Law, scrivendo e prendendo parte a iniziative in difesa dei diritti dell’uomo e della democrazia. Avrebbe voluto iniziare la collaborazione con Studi cattolici proprio con questo pezzo.

Luigi Pirandello, Premio Nobel 1934, è stato uno degli scrittori italiani più innovativi del Novecento, sia per le tematiche che ha trattato, sia per le modalità di esprimerle. La sua opera non ha influenzato solo gli sviluppi successivi della letteratura italiana, ma anche la cultura di massa: basti pensare che l’aggettivo “pirandelliano” indica una situazione «che presenta stretta analogia con personaggi, situazioni, temi tipici dell’opera di Pirandello, soprattutto con riferimento al suo tema centrale dell’impossibilità di distinguere tra realtà, apparenza e finzione»[1].

Il libro di Pirandello nel quale questo tema centrale emerge per la prima volta in modo esplicito è Uno, Nessuno e Centomila, pubblicato tra il 1925 e il 1926, nel quale viene narrata la scoperta della frammentazione del proprio io da parte del protagonista, che si rivolge in prima persona al lettore.

Interrogarsi sul ruolo e sul significato del monologo interiore in cui questo romanzo consiste è quindi importante, perché esso non è solo una tecnica narrativa, ma è un percorso di scoperta di un cambiamento epocale.

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