Magistratura: il sistema Italia. Le rivelazioni shock dell'ex presidente dell'ANM Palamara
di Nicola Guiso
marzo 2021
Il Sistema – libro-intervista del direttore del Giornale Alessandro Sallusti all’ex magistrato Luca Palamara, dal 2008 al 2018 ai vertici dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) e del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) – è un documento esemplare per chiarezza nelle domande e nelle risposte. È sconvolgente per la descrizione dei modi di essere e di operare nella magistratura di molti suoi autorevoli esponenti (a cominciare da Palamara) che l’hanno devastata. Credo che le descrizioni, le ammissioni e i giudizi del Palamara abbiano un tasso alto di credibilità, per le cariche che ha ricoperto; per gli atti e le decisioni che lo hanno direttamente coinvolto, insieme ad altri alti esponenti della magistratura, con i vertici delle istituzioni (Presidenza della Repubblica, Csm, Parlamento, Governo), i partiti, che Palamara sapeva che si sarebbero difesi. Tanto per cominciare, l’hanno radiato dall’ordine con un processo condotto in base a registrazioni di suoi cellulari, ma ascoltando 5 testimoni degli oltre 130 da lui richiesti. Anche se le prime reazioni degli avversari di Palamara all’uscita del libro (47 mila copie vendute nelle prime due settimane in libreria) sono state poche, genericamente riduzioniste, moraleggianti, con denunce minacciate o fatte su questioni più formali che di sostanza. Cioè, reazioni tipiche di chi abbia poche cartucce a disposizione. Nelle descrizioni e nei giudizi di Palamara la magistratura è dominata dall’Anm, espressione di una minoranza di iscritti rispetto ai quasi 10 mila magistrati. L’associazione è articolata in tre correnti (ora 4 perché quella tradizionale di sinistra, Magistratura democratica, si è da poco scissa in due per beghe interne): una di destra, una di sinistra, una, per così dire di centro, della quale faceva parte Palamara. Si tratta di una articolazione che nei termini rigidi in cui si manifesta, deriva – a giudizio di autorevolissimi storici dell’Italia contemporanea – dal rapporto magistratura-politica stabilito dal ministro di Grazia e Giustizia di Mussolini Alfredo Rocco, per il quale la magistratura doveva essere innanzitutto strumento di affermazione e di tutela del potere politico. Indirizzo che in molte delle sue espressioni, a giudizio di quegli storici, hanno pesato, e pesano, sui contenuti, e sull’uso che viene fatto del titolo IV della Costituzione.
Lobby & correnti
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





