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L’universo dei teen drama
Televisione · Arti e spettacoloSc 741

L’universo dei teen drama

di Stefania Garassini

novembre 2022

Il teen drama ovvero la serialità televisiva che ha come tema la vita degli adolescenti è un genere relativamente recente. Uno dei primi esempi è stato Happy Days, andato in onda tra il 1974 e il 1984 sulla rete americana Abc (e in Italia tra il 1977 e il 1987 su Raiuno e per una sola stagione su Canale 5). Le vicende del giovane Richie (Ron Howard, poi diventato uno dei registi di punta di Hollywood) erano ancora ritratte all’interno del più ampio nucleo della famiglia Cunningham, in una rappresentazione rassicurante dell’adolescenza e in sostanziale continuità con il mondo adulto1.

Le origini: «Beverly Hills»

È soltanto a partire dagli anni ’90 e in particolare dall’arrivo di Beverly Hills 92010, che si può parlare di un genere completamente nuovo, incentrato sulle vicende degli adolescenti narrate dall’interno, senza tralasciare argomenti non facili come le relazioni sessuali, l’abuso di droghe e di alcool, l’Aids. A quella prima produzione ne sono seguite altre (tra le più celebri Dawson’s Creek e OC) e, più di recente, il teen drama è diventato un genere molto presente nell’offerta delle piattaforme in streaming. Si va da racconti di normalità, come Summertime o Skam, a narrazioni che invece prendono in considerazione situazioni “estreme” di violenza e di disagio, da Baby e Euphoria, da Mare Fuori a Tredici, a teen drama che mescolano vari piani: ne è un chiaro esempio Riverdale, in cui al racconto della vita di un gruppo di adolescenti si uniscono torbide storie criminali. Un intero filone di teen drama si concentra poi su adolescenti con superpoteri che si trovano a contatto con un mondo irreale (tra le altre Buffy l’ammazzavampiri, I’m not ok with this, Fate The Winx Saga, Teen Wolf). Sono proprio queste ultime le serie che riescono in qualche caso ad affrontare in modo più approfondito alcuni aspetti fondamentali dell’adolescenza. I superpoteri sono spesso la metafora di un mondo emotivo complesso e ingovernabile e l’acquisizione progressiva di una padronanza nel gestirli va di pari passo con la capacità di entrare in sintonia con tale mondo e trovare la propria strada per confrontarsi seriamente con la realtà. Paradossalmente sembra che per narrare le sfide dell’adolescenza con la dovuta profondità sia necessario trasferirsi in un ambiente irreale e fiabesco. Come spiega Eleonora Fornasari:

«I personaggi non si confrontano solo con progressive complicazioni sentimentali, ma sono ragazzi impegnati con la realtà, che si sforzano di capire chi sono e per quale compito sono venuti al mondo, in modo costruttivo e seguendo uno scopo (…) L’elemento soprannaturale apre, in queste storie, nuovi orizzonti tematici e narrativi»2.

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