L'intuizione dell'Eterno ritorno. Nietszche interpretato da Sossio Giametta
settembre 2022
Riporto qui, per compiacimento letterario, le righe di La gaia Scienza, in cui Friedrich Nietzsche illustra la vertiginosa intuizione dell’Eterno Ritorno. Le conturbanti parole, a metà tra maledizione e profezia, così recitano:
“Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te. […] L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!»”.
Il filosofo scriverà altre volte circa il tempo ciclico, come nel Così parlò Zarathustra, dove rimaniamo atterriti dalla visione di un ragno che striscia al chiarore della luna, destinato – proprio come l’essere umano – a ritornare in eterno sui suoi amari passi.
Ragionare di eternità è certo difficile, e all’ineffabilità del concetto si sovrappone lo svuotamento di un termine ridotto al mero simulacro. Persino l’idea stessa del tempo, che la categoria di eternità nega e presuppone, è poco più di un sogno; un’illusione pronta a dissolversi a ogni nostro avvicinamento.
Tutto sommato, respingere la convinzione di un tempo da intendersi come uno spazio praticabile sembra la soluzione più ragionevole e, dal momento che è difficile credere a una dimensione temporale coincidente con un passato o un futuro in cui sia possibile lo spostamento, l’eventualità di una macchina del tempo sarebbe tristemente preclusa. Pensare l’esistenza come a una costruzione che si sviluppi in un’infinitesimale unità di presente, indivisibile e misteriosa, sembra la soluzione più semplice. Così, il passato e il futuro andrebbero relegati all’immateriale dimensione del ricordo e della speranza. Tuttavia, anche rispetto all’essenza dell’attimo le sicurezze sono ben poche; non a torto certe filosofie indiane stimano il presente tanto inafferrabile da essere inesistente. Che poi queste remote chimere, a cui diamo nome di passato e futuro, siano indispensabili al nostro orientamento è cosa certa.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





