L'editor geniale. Donatella Ziliotto & la letteratura nordica per bambini
febbraio 2022
La prima versione di questo articolo è stata pubblicata in La fabbrica della fantasia, Ed. S. Caterina, Pavia 2020, pp. 264, euro 18.
C’è una donna capace di «riconoscere, scoprire e far crescere autori, e di prendere per mano le storie finché sono in grado di volare via da sole» e che con la sua energia e personalità cambia totalmente il «pacioso e provinciale panorama del libro per bambini e ragazzi». Il nome di Donatella Ziliotto è inscindibilmente legato al successo letterario di Pippi Calzelunghe, ma sarebbe riduttivo limitare a questo il suo contributo alla letteratura per ragazzi che se :«in Italia si è liberata, almeno in parte, dell’accerchiamento asfissiante delle cosiddette “belle lettere” e “pedagogia morale”, lo deve a un voler-fare e a un saper-fare che Donatella Ziliotto rappresenta in modo completo, perché è sia scrittrice sia direttrice di collane, è narratrice, traduttrice ed editor; è capace di storie in proprio e di attenzione alle storie degli altri»1.
È con Donatella Ziliotto – oltre a Bianca Pitzorno, Angela Nanetti, Beatrice Solinas Donghi, Roberto Piumini, Nico Orengo e Pinin Carpi – che nasce una nuova letteratura «ad altezza di bambino». Ziliotto deve la sua attitudine e aspirazione a ricercare sempre qualcosa di nuovo e di stimolante a suo padre, al quale riconosce il merito di «averle trasmesso la capacità di guardare le cose con ironia, di averla incoraggiata al fantastico e di averle consentito di colorare la sua infanzia di una straordinaria ricchezza emotiva ed esperienziale»2. E la deve anche a Trieste, dove nasce il 12 giugno 1932, città di confine aperta a molteplici influenze culturali, nonché agli stimoli educativi della sua insegnante Rita Cajola verso la freschezza dell’umorismo e la tensione all’anticonformismo. Ma è un’esperienza di lettura della sua infanzia che la invoglia a scoprire l’Europa del nord: Bibi di Karin Michaelis, la cui protagonista è una bambina che viaggia in lungo e in largo per la Danimarca spinta dalla curiosità di «raccogliere mille informazioni su come vive la gente». È la stessa curiosità che porta la ventenne Donatella Ziliotto alla scoperta dei paesaggi e delle atmosfere nordiche, e delle persone che si rivelano fondamentali per il futuro letterario italiano. In occasione di un viaggio a Stoccolma incontra e stringe un forte legame di amicizia con Astrid Lindgren, autrice di Pippi Calzelunghe. Affascinata dal racconto e dal singolare personaggio, tornata in Italia, ne fa la traduzione con l’aiuto di Annuska Palme Sanavio, riuscendo a mantenere inalterato lo stile brillante e la parlata colorita di Pippi, ricca di espressioni dialettali e proverbiali.
Pippi Calzelunghe – pubblicato dalla casa editrice svedese Raben & Sjogren nel 1945 – in Italia vede la luce solo nel 1958, con le illustrazioni originali di Ingrid Vang Nyman, grazie alla casa editrice Vallecchi di Firenze, presso la quale Ziliotto è chiamata come direttrice editoriale della collana «Il Martin Pescatore. I classici di domani per la gioventù»3. Il libro, nel nuovo formato 20 × 30 cm, con copertina rigida cartonata, presenta il titolo in colore rosso e blu e l’immagine su sfondo bianco e giallo che ritrae la protagonista Pippi con le trecce all’insù, le lentiggini e la sua scimmietta in braccio; il dorso è di «rustica, preziosa, elegantissima tela»4 dove il titolo è a caratteri rossi su sfondo corda.
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