La Storia che sfila. I funerali di Elisabetta II & i gioelli della Corona
dicembre 2022
Hanno fatto una certa impressione, in Italia, le code oceaniche di inglesi in fila silenziosa e disciplinata per rendere l’ultimo omaggio alla Regina Elisabetta II, scomparsa dopo settant’anni di regno: persino un super vip come David Beckham si è sorbito otto ore di attesa; un simile spettacolo in Italia si era visto solo nel 2005, ai funerali di un gigante come san Giovanni Paolo II, che attirarono una folla titanica.
Osservando il cordoglio del popolo inglese, sentito e profondo, è emerso con tutta chiarezza che davvero, per quanto ammaccata nell’immagine da tanti scandali, per quanto ormai un’istituzione con una valenza politica ridotta, la monarchia sia un simbolo ideale e di identità nazionale molto forte, capace di travalicare lo scetticismo e il disamore per le tradizioni del nostro tempo postmoderno.
Politicamente, sarà il tempo, e saranno personalità più qualificate a valutare il suo operato; sicuramente bisogna però dare atto a Elisabetta II del fatto che ha saputo assistere al cambiamento di un mondo e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla polverizzazione di un Impero, quello britannico, con imperturbabile dignità.
L’immagine del feretro che sfilava per le vie di Londra, con la Corona Imperiale di Stato posata sopra di esso, fra due ali di folla, anzi, di sudditi, ci ha trasmesso una sensazione di solennità che affonda le radici nella secolare storia della monarchia. Scomparsa la regina, resta la corona, quale segno tangibile della regalità e simbolo, quanto mai prezioso, della monarchia, e della gloria di cui sono circonfusi i sovrani nel momento in cui la sorte sembra prospettare loro solo un futuro di successi e di felicità: significativa è l’immagine rimbalzata sugli schermi di tutto il mondo della giovane Elisabetta, ventiseienne che, dopo l’incoronazione, il 2 giugno del 1953, saluta, radiosa e insieme compresa nel suo nuovo ruolo, la folla accorsa sotto al balcone di Buckingham Palace. Sic transit gloria mundi, verrebbe da dire, quanto mai appropriatamente.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





