La «Redemptoris missio». Una lettura fenomenologica
maggio 2022
Trentadue anni fa, nel 1990, san Giovanni Paolo II scrisse la lettera enciclica Redemptoris missio, con sottotitolo: Circa la permanente validità del mandato missionario. L’enciclica è composta da un’Introduzione, da otto capitoli e dalla Conclusione. Mandato in stampa dieci anni prima dell’anno 2000, lo scritto è permeato da una visione profetica non dimentica della complessità dell’oggi che era e che sarebbe stato. Possiamo intravvedere una sua continuità nella Novo millennio ineunte che sarebbe apparsa pochi anni dopo.
Proprio poche righe prima della Conclusione, incontriamo una frase che mi pare una buona chiave di lettura dell’intero documento: «L’universale vocazione alla santità è strettamente collegata all’universale vocazione alla missione». La chiamata alla santità del singolo fedele e della Chiesa tutta viene cioè a identificarsi con la chiamata alla missione che non può al contempo slegarsi dal cammino verso la pienezza della carità.
Ma è sul secondo capitolo della lettera enciclica che concentrerò la mia attenzione.
Il capitolo si intitola Il regno di Dio, consta di cinque sottocapitoli ed è molto importante per comprendere, o perlomeno intuire, in che cosa consista il Regno secondo il pensiero wojtyliano. I sottocapitoli così sono titolati: Cristo rende presente il Regno; Caratteristiche ed esigenze del Regno; Nel Risorto il Regno si compie ed è proclamato; Il Regno in rapporto a Cristo e alla Chiesa; La Chiesa a servizio del Regno.
Il discorso, complesso, si impernia sulla costatazione che la storia dell’umanità è attesa del Regno di Dio, che si compie con la venuta di Gesù Cristo, «in cui c’è identità tra messaggio e messaggero, tra il dire, l’agire e l’essere». Questa è la grande forza dell’esserci storico di Gesù indicata da Wojtyla. Noi, a posteriori, potremmo dire, senza paura di sbagliare, che questa è stata anche la grande forza dell’esserci storico di Giovanni Paolo II. In Gesù messaggio e messaggero coincidono, per cui l’incontro con Lui diviene davvero totalizzante e costituisce l’inizio del compimento della sua opera nel singolo e nella società, permeando l’intera persona umana nel suo essere anima, psiche e corpo. Compimento che chiede, però, una realizzazione nel tempo, lavoro affidato da Cristo stesso alla Chiesa, suo Corpo mistico.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





