La reale natura dei diritti inviolabili dell'uomo
ottobre 2021
Nella società in cui viviamo, si è ormai universalmente affermata l’esigenza di tutelare i diritti inviolabili dell’uomo.
L’ultimo conflitto mondiale, con le spaventose sofferenze che ha provocato all’umanità, è stato decisivo in tal senso: quello che prima veniva da alcuni affermato è ormai di comune dominio, e gli studi su questa vastissima problematica sono ormai infiniti in gran parte del mondo. L’opinione pubblica ha pienamente recepito questa ineluttabile necessità di tutela. Ne è una dimostrazione il libro di un illustre autore, Stefano Rodotà, dal titolo Il diritto di avere diritti (Laterza, Roma-Bari 2012), che ha avuto un grandissimo successo. I diritti umani sono ormai sulla bocca di tutti, e l’opinione pubblica si entusiasma quando ne sente parlare. Come ha scritto questo Autore, «un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione, innerva la stessa politica… percorre il mondo in forme inedite, incontra sempre più nuovi soggetti… connota la dimensione stessa dell’umano e la sua dignità, rimane saldo presidio contro ogni forma di totalitarismo» (op. cit., pp. 6-7).
Ci si deve dunque chiedere quale sia – al di là delle aspirazioni dell’umanità, e della concezione che comunemente se ne abbia – la reale natura dei diritti inviolabili dell’uomo. Non si tratta certo qui di affrontare nella sua complessità questa vastissima tematica, e nemmeno di commentare l’opera che abbiamo richiamato – la quale è anch’essa estremamente vasta e complessa –, ma soltanto di segnalare alcuni punti fermi, che sono indispensabili per la comprensione di un argomento così entusiasmante e suggestivo.
Il diritto soggettivo & oggettivo
Il diritto soggettivo è una situazione di vantaggio relativa a un certo bene, che può essere di varia natura, la quale è garantita dalle norme dell’ordinamento giuridico nel quale il singolo è inserito. I diritti umani sono, sotto il profilo giuridico, anch’essi diritti soggettivi nascenti dall’ordinamento nel quale sono inseriti, i quali hanno come particolarità di dare attuazione, di tradurre sul piano concreto dei rapporti intersoggettivi, quei princìpi morali che la Costituzione garantisce e ai quali devono essere conformi. Tali precetti non si identificano con qualunque norma morale, ma solo con quella parte di esse che attiene allo svolgimento della vita associata. Esiste al riguardo tutto un complesso di norme morali le quali si prestano a essere seguite da chiunque, a qualunque religione appartenga, o che viceversa faccia professione di ateismo. E queste sono le norme universalmente valide, che vengono richiamate a proposito di quelli che sono considerati i diritti inviolabili dell’uomo, e che in quanto tali vengono ritenute da tutti accettabili.
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