Non ci sono state grosse sorprese alla serata degli Oscar 2025, domenica 2 marzo a Los Angeles, anche perché si era più o meno capito che aria tirava per quest’anno. E non è una bella aria: gli Oscar stanno ormai da diversi anni diventando la brutta copia di quello che decide una giuria di un festival europeo. Se un tempo erano la consacrazione di film popolari, per tutti, che sicuramente valeva la pena vedere e che avrebbero aspirato a rimanere per decenni (come a cavallo del secolo Il Gladiatore, A Beautiful Mind, Il Signore degli Anelli e altri film di questo tipo) da diversi anni sembra che fra i circa diecimila votanti dell’Academy sia divampato un terribile complesso di inferiorità verso il cinema d’autore (europeo o americano che sia) e dopo vincitori discutibili come Nomadland, CODA, Everything Everywhere All at Once (tutti film già ampiamente dimenticati) siamo arrivati ad Anora, film che alcuni amici americani definiscono direttamente pornografico, ma se lì non arriviamo poco ci manca. Un film debole, molto lungo e con pochissima storia, quindi tendenzialmente noioso a parte qualche momento di commedia, spesso ripetitivo negli step narrativi, e che si riscatta solo lievemente nel finale. Ma deve aver convinto molti membri dell’Academy che avendo vinto a Cannes non poteva non essere un capolavoro…
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