J.K. Rowling
Marina Lenti, La magica penna di Joanne, Edizioni Corsare, Perugia 2021, pp. 54, € 14.
Il 13 maggio scorso è uscito in libreria, per Edizioni Corsare, l’omologo per bambini della biografia edita da Ares J.K. Rowling, l’incantatrice di 450 milioni di lettori. Il nuovo volumetto dedicato alla mamma di Harry Potter, sempre a firma di Marina Lenti, si intitola La magica penna di Joanne, una versione romanzata, illustrata dalla bravissima Miriam Serafin, che racconta come l’aspirazione di fare la scrittrice, nutrita fin dall’età di sei anni, abbia portato la Rowling a diventare l’autrice per ragazzi (ma non solo per ragazzi, vista l’enorme platea adulta innamorata del maghetto con la cicatrice) più amata al mondo. L’idea di raccontare anche ai più piccoli questa straordinaria storia di resilienza verso le avversità della vita (la lunga malattia degenerativa della madre e la successiva morte, il naufragio di un matrimonio e quasi due anni di povertà con una bimba interamente a carico col solo supporto del sussidio di disoccupazione statale) e quindi di epico riscatto grazie alla scrittura, è venuta all’autrice proprio dopo aver raccontato la medesima vicenda al pubblico adulto. Marina Lenti si è resa infatti conto che il vuoto editoriale in tal senso doveva essere colmato, perché anche la storia di J.K. Rowling è una fiaba di per sé, una fiaba ancor più magica di quella di Harry Potter in quanto quest’ultima è inventata, mentre la prima è assolutamente reale. Ma se in J.K. Rowling, l’incantatrice di 450 milioni di lettori l’approccio – pur divulgativo – doveva avere necessariamente la rigorosità del saggio, ne La magica penna di Joanne la Rowling diventa essa stessa personaggio di una storia che la porta a dialogare costantemente con la propria immaginazione e con tutto ciò che da essa scaturisce, oltre che con la propria essenza interiore, onde consentirle di dipanare il filo guida che la porterà infine alla realizzazione del suo più grande sogno d’infanzia.
E proprio questo è il succo del volumetto: spronare i bambini a credere nei propri sogni e a perseguirli con determinazione, per poterli realizzare a un certo punto del proprio percorso di vita.
Nell’illustrato, la necessità di condensazione della storia deve necessariamente tralasciare dettagli che l’autrice ha invece trattato ampiamente in J.K. Rowling, l’incantatrice di 450 milioni di lettori, dove emerge con chiarezza e dovizia di particolari tutto ciò che, dal vissuto, si è trasformato in Arte grazie a una potenza immaginifica trasfigurante fuori dal comune. Tuttavia, i due volumi possono essere visti come complementari, poiché all’impronta saggistica del primo fa da contraltare la dolcezza e la levità del secondo, e in entrambi confluisce infine lo stesso epilogo da sogno, condensabile in una metafora presa a prestito dalla saga di Harry Potter. In quel mondo fatato esiste infatti un oggetto magico, chiamato lo Specchio delle Brame, che non riflette l’immagine di chi lo contempla, bensì il desiderio più profondo del suo cuore. Nel primo romanzo, La Pietra Filosofale, il grande mago Albus Silente spiega a Harry che «L’uomo più felice della Terra riuscirebbe a usare lo Specchio delle Brame come un normale specchio». Ed ecco, alla fine della lettura dei libri della Lenti, è proprio questo che si percepisce: se J.K. Rowling potesse rimirarsi in tale straordinario specchio, vedrebbe esattamente sé stessa.





