La guerra invisibile dei Dannati di Minervini
luglio/agosto 2024
Quanti di voi sanno o ricordano qualcosa della Guerra Civile americana? Butto lì qualche flash: nordisti e sudisti, la questione della schiavitù, il motivetto di DixieLand, Abramo Lincoln con il tubo da stufa nero in testa, il generale Lee con la barba imbiancata e soprattutto per quelli in età, i ricordi al cinema. John Wayne in Soldati a Cavallo (1959) di John Ford e probabilmente Via col vento (1939) di Victor Fleming, dove brucia la capitale della Georgia, oggi anche della Coca Cola…ma sì, Atlanta.
Magari i tarantiniani hanno presente anche che Franco Nero, nel Django (1966) di Sergio Corbucci portava sotto il pastrano nero i pantaloni blu con banda dorata da reduce nordista, anche se di nordisti Tarantino non ne ha messi nel suo Django-Unchained (2012) raccontando di efferati possidenti terrieri nel Mississippi di metà Ottocento e di un vendicatore nero, letteralmente “scatenato”. Poi, sempre citando a ruota libera, c’è la battaglia per il ponte sul fiume ne Il buono, il brutto e il cattivo (1966) di Sergio Leone. Ma restiamo alla conoscenza cinefila. Ebbene, questo Dannati poco o nulla via aggiungerà in tal senso. La Guerra Civile non c’è. Si parla di anime perdute.
Minervini, regista poco conosciuto in Italia
Un drappello di uomini in divisa, i dannati del titolo, vaga per un innevato territorio sconosciuto e ostile, non si sa bene a fare cosa. Se non leggete qualche nota integrativa di sinossi, alla mera visione realizzerete di fatto che vestono i panni blu del Nord e che in agguato ci sono degli invisibili nemici, che dovrebbero vestire quelli grigi del Sud ma questi ultimi non li vediamo mai.
Roberto Minervini, classe 1970, è un regista a vocazione documentaristica che lavora e vive negli Usa da anni, le cui non molte opere dal 2011 a oggi sono state apprezzate nel circuito dei film d’autore, tipo Louisiana – The other side (2005) ma hanno avuto a malapena delle edizioni italiane. Se bazzicate Cannes o Venezia e relativi report di critica lo avrete intercettato. Questo suo film ha appena vinto sulla Croisette 2024 il premio ex aequo per la regia nella rassegna parallela per film fuori concorso che si chiama Un certain regard.
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