La guerra delle bestie e degli animali di Marija Stepanova
novembre 2022
Il tempo ferito
Marija Stepanova, La guerra delle bestie e degli animali, Bompiani, Milano 2022, pp. 256, euro 20.
«Ma la vita ha proprio bisogno di un rammendo», come scrive Marija Stepanova nel libro La guerra delle bestie e degli animali. Troviamo frasi lacerate che somigliano a indumenti consunti, membra sparpagliate per «l’angoscia dei campi», dove una mesta Demetra attende (madre che non ha più posto sulla terra). E i caduti sul campo di battaglia, i corpi dei morti che parlano al di là della materia – presenza di un tempo umano sempre più sanguinoso.
Nata a Mosca nel 1972, questa poetessa dalla penna vulcanica sa bene di partorire figli da manda re al fronte: parole spiazzanti che combattono ogni giorno fra la vita e la morte. E parla al cuore più profondo, più cupo della tempesta: la poesia. Non ci sono esitazioni, non è pensabile esitare in un terreno così difficile. La decisione deve essere rapida. Così, il verso taglia come un vetro rotto; l’ultima parola è più disarmante della prima.
E assistiamo a tragiche immagini, che più del presente parlano e più del futuro; non si può aggiungere altro, solo leggere e rileggere dell’orrore e insieme della bellezza rigenerante del verso poetico – del valore che costruisce e ripara ogni tempo: «Brillano chiare le alte torri/ lassù garriscono alte bandiere / si mettono in riga le stelle del cielo/ volano aerei supersonici / alla parata carri armati panciuti / carri da guerra / delfini-eroi / rondini-condannate/ leoni, scelti per ruggito e altezza/ uomini uomini uomini / su loro navigano mele ciliegia / fragranti grappoli di bianca acacia / rossi papaveri di carta crespa / teste, / infilzate sui pali».
La poetessa scrive e attende che il tempo giunga e guarisca la ferita, un tempo che riesca a medicare lo strappo, quale tempo? Dove, il tempo? Attesa, speranza, preghiera: «tutto questo certamente risorgerà. / tutto questo certamente passerà».





