La poesia di Corrado Bagnoli
Passare attraverso le crepe del muro, attraverso le crepe dell’anima fino a chissà quale centro, per scorgere nel fondo cupo del mistero tracce di senso, una possibile direzione: non è forse questo il motivo per cui si fa arte e si balbettano parole da sempre, cocn gli occhi persi in un mare travolgente di splendore, tra le spaccature del mondo, tra le ferite che ci portiamo dietro, nella stanza segreta della casa semitrasparente che ognuno è o abita?
I tagli della vita
La vita, la realtà intera, non si presenta mai come un tutto-pieno, come una densità monolitica, dalla composizione ordinata e schematica, con una struttura definita e impermeabile e respingente. Anzi: proprio attraverso i suoi tagli e le sue slabbrature filtra la luce, come un soffio di vita che scalda la nostra povera casa, attraverso la soglia che ci trattiene e insieme ci spalanca sul mondo e ci fa stare nel dentro-fuori dell’esistenza. Noi come ospiti che accolgono e sono accolti. O come porte che proteggono a volte, a volte spalancano all’irriducibile contraddizione della vita. Nella duplicità di chi vuole ritrovarsi, riconoscendosi però solo dentro un rapporto saldo, in una relazione autentica, perché l’Io non esiste senza un Tu che lo interpelli e lo riconosca; non esiste Io senza un Tu che lo chiami alla vita, lo nomini e gli dia voce.
Ma quella luce, quel soffio vitale, quella voce che ci chiama può manifestarsi solo se si è capaci di fare vuoto dentro di sé: la vita che viene da chissà dove, da chissà quale altrove, penetra così attraverso feritoie o smagliature e si insinua dentro, fino a riempire il vuoto ombra, la voragine, la notte oscura del nostro bisogno.
Ognuno di noi fa i conti da sempre con le proprie fragilità, con le domande di senso che ci lasciano come sospesi sul filo, con il rischio di cadere da un momento all’altro. E quando siamo così, in bilico, ci sentiamo ancora più fragili. E forse, nel momento in cui stiamo per cadere, o proprio nell’imminenza dello schianto, facciamo i conti con noi stessi, disabitati e soli.
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