Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
L'esperienza interiore del Mistero di Dio. Scritture, sacramenti e mistica
Teologia · Fede e ChiesaSc 767

L'esperienza interiore del Mistero di Dio. Scritture, sacramenti e mistica

di Matteo Andolfo

gennaio 2025

Per lo più anche tra i credenti si ritiene che vi siano, da un lato, il Mistero di Dio, superiore alla natura e perciò alla conoscenza umana, dall’altro i sacramenti, che ci comunicano la grazia, e dall’altro ancora la mistica, esperienza straordinaria donata a pochi cristiani particolarmente santi. In realtà, per tutto il periodo patristico, medievale e rinascimentale queste tre dimensioni erano concepite come strettamente connesse e la mistica era intesa quale sviluppo ordinario della vita di grazia.

Ysabel de Andia, filosofa e teologa, già docente di Filosofia all’Università di Lille, ha pubblicato un saggio magistrale, Mistero, Mistagogia, Mistica (prefazione di Y. Vagneux, traduzione di M.B. Artioli, Esd, Bologna 2022, pp. 400, euro 30), che parte dalla conoscenza del Mistero di Dio nelle Scritture (il loro senso mistico) e nei sacramenti (mistagogia) per approdare alla sua nescienza nella teologia negativa, che accompagna l’unione con Lui nella tenebra (mistica), l’esperienza vissuta del Mistero nell’interiorità dell’anima, aggiungendo una riflessione sui rapporti con le mistiche non-cristiane, soprattutto indù.

È san Paolo che presenta le quattro dimensioni del Mistero di Dio: protologica: è nascosto (questo è il significato del termine greco mysterion) dall’origine nel seno del Padre; escatologica: è rivelato nella pienezza dei tempi e sarà compiuto nella gloria (Dio tutto in tutti, 1 Cor 15, 28); sapienziale: si rivela quale Sapienza divina, dato che è Cristo (Col 1, 26 s.), «nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza» (Col 2, 2 s.), connessa con l’umiltà (la Sapienza si rivela ai “piccoli”, Mt 11, 25).

Il magnum mysterium (Ef 5, 32) è l’unione di Cristo e della Chiesa, ed è nella Chiesa che noi siamo incorporati a Lui. È nella Chiesa che riceviamo la Parola di Dio ed è nella Chiesa che comunichiamo a Lui nello Spirito, perché è lo stesso Spirito che ha ispirato la Parola e che ce la fa comprendere [nella fede] (p. 17).

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