Mensile di studi e attualità · dal 1957
Poesia · Lettere
di Marco Stracquadaini
Numero 735 · maggio 2022

Mira, peliculera Jacinta,
mira bien lo que tiene por nariz el elefante.
Mira lo que necesitamos para sentarnos,
mira la casa inmensa que tiene lo que llamamos rey.
Mira esto de dormir, levantarse, dormir y levantarse;
mira la mujer y el hombre que contratan no separarse jamás;
mira el canalla, dueño de nuestro globo;
mira cómo la flor tierna sale del suelo duro;
mira que de los palos de los árboles
nacen comestibles aromáticos.
Mira que del cielo puro nos llegan
agua, rayo, luz, frío, calor, piedras, nieve.
Absurdo y misterio en todo, Jacinta.
José Moreno Villa
Guarda, filmaiola Jacinta,
osserva cos’ha per naso l’elefante.
Guarda cosa ci serve per sederci,
guarda la casa immensa di quello che chiamiamo re.
E la storia del dormire e dell’alzarsi, dormire e alzarsi;
guarda la donna e l’uomo che patteggiano di non separarsi mai;
guarda la canaglia, padrone del nostro globo;
guarda come esce il fiore tenero dalla terra dura;
come nascono dai tronchi degli alberi
commestibili aromatici.
Come dal cielo puro arrivano, per noi,
acqua, fulmine, luce, freddo, calore, pietre, neve.
Assurdo e mistero in tutto, Jacinta.
Traduzione di Marco Stracquadaini
Studi cattolici · n. 735 · maggio 2022
Edizioni Ares · Milano
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