Invito alla meraviglia. Per un incontro ravvicinato con scienza di Ian McEwan
maggio 2021
Haiku & natura
Ian McEwan, Invito alla meraviglia. Per un incontro ravvicinato con scienza, Einaudi, Torino 2020, pp. 122, euro 14.
La gran parte di noi è convinta che la bellezza della letteratura sia assai più abbordabile fruibile della bellezza delle scienze. Con questo libro che raccoglie cinque eccellenti lectures tenute in diverse occasioni e per varie Università – il grande Ian McEwan, romanziere, tende a ridurre questa supposta distanza. Questi cinque saggi non fanno che dimostrare, con esemplare chiarezza, quale inesausta fonte di ispirazione abbia rappresentato la scienza per ogni intelletto creativo e per ogni amante della letteratura. Nella sua illuminante brevità, la celebre formula E=mc2 non è in fondo troppo diversa da un haiku che rappresenti l’universo con tre ologrammi.
Ma c’è di più: molti fisici sono persuasi che il motivo per cui la teoria di Einstein fu accettata, prima ancora di esser dimostrata, fosse proprio la sua «pura bellezza». Altrettanto,«bella», nella sua semplicità, apparve certamente la teoria darwiniana dell’evoluzione. Dunque, anche la comunità degli scienziati percepisce e accetta «il bello come luce del vero». E sarebbe da aggiungere: forse perchè anche la scienza ha come suo oggetto la vita.
McEwan ci invita così a rileggere i resoconti delle osservazioni sui bonobo (primati della famiglia degli ominidi) per ritrovare uno per uno tutti i temi ricorrenti del romanzo ottocentesco: relazioni, vendetta, complotti, riconoscenza, perdita, lutto. Oppure ci invita a riflettere sulla chiusa dell’articolo in cui Crick e Watson annunciarono al mondo la scoperta della struttura del Dna: «Non è sfuggito alla nostra attenzione – essi dicono – che l’appaiamento specifico da noi postulato suggerisce un possibile la meccanismo di copiatura del materiale genetico». In una simile occasione, un narratore avrebbe scritto, semplicemente: «Abbiamo fatto un’incredibile scoperta e non stiamo più nella nostra pelle». Ecco, dunque, che anche gli scienziati cercano, talora, di comunicare le proprie emozioni. Tocca a noi, sulela base della nostra esperienza di lettori, saperle scoprire tra le righe.





