Il suo bisbiglio. Materiali per la biografia di Clemente Rebora di Pigi Colognesi
aprile 2025
Pigi Colognesi, Il suo bisbiglio. Materiali per la biografia di Clemente Rebora, vol. I, Eupress FTL – Edizioni Cantagalli, Siena 2024, pp. 912, € 34
Già qualche anno fa Colognesi aveva dedicato un volume al poeta Clemente Rebora («Dai rottami sbocciarono i fiori». Gli anni universitari di Clemente Rebora), di cui chi scrive diede notizia ai lettori di “Studi Cattolici” (n° 706, dicembre 2019).
Il volume che ho ora tra le mani, uscito per la medesima casa editrice Cantagalli, nella collana “Maestri ritrovati”, ha però ben altro respiro; e queste 900 pagine affrontano solo la prima parte della vita del poeta, i suoi primi, tormentatissimi, 45 anni. Una mole da far impallidire anche il più volenteroso dei lettori. E invece, giunti al termine, non si può che attendere con trepidazione il secondo volume.
Uberto Motta, nella prefazione accenna a «una sensazione, insieme, di sbigottimento ed entusiasmo» e si dice sicuro che queste pagine «saranno di nutrimento e giovamento sia per gli studiosi e cultori della poesia reboriana […], sia per quanti cercheranno, in questo testo, l’occasione d’un incontro, magari persino il primo» (p. 11). A torto o a ragione, mi considero della prima schiera e posso testimoniare che questa straordinaria ricostruzione è densa di novità, anche sorprendenti.
Ormai da tempo Rebora è stato collocato tra i nostri maggiori del XX secolo e l’attenzione critica e storica è in costante crescita: ogni anno la bibliografia a lui dedicata si allunga e non è facile rimanere al passo. Colognesi ne dà naturalmente conto, ma molte novità di queste pagine sono frutto del suo abnegato lavoro di scavo.
Tre, a mio avviso, i principali meriti di queste pagine.
Nelle precedenti, e meritevoli, biografie svolgono sovente un ruolo importante i ricordi di Rebora e dei suoi amici e corrispondenti; ricordi posteriori di molti decenni e quindi spesso imprecisi. «Una certa acquiescenza degli studiosi ha evitato la fatica di verificare, per quanto possibile, l’esattezza dei ricordi e in tal modo si sono consolidate delle imprecisioni» (p. 36). Colognesi tale fatica se l’è invece assunta (sono ben 41 gli archivi pubblici e privati visionati dall’autore), portando alla luce moltissimi materiali fino ad oggi sconosciuti, che permettono la ricostruzione di fatti, pensieri, emozioni in presa diretta e non selezionati e reinterpretati con la “consapevolezza del dopo”.
Tale spoglio sistematico delle carte permette a Colognesi di approfondire in modo sostanziale la figura umana e intellettuale di tutti i principali amici del poeta. Sono moltissime, poi, le lettere in cui essi raccontano e commentano tra loro le vicende di Rebora, gettando ulteriore luce su non pochi fatti della sua biografia esteriore ed interiore.
In terzo luogo, l’autore studia a fondo il contesto, aiutando il lettore a intendere il panorama storico ed esistenziale di un ambiente sociale e culturale ormai tanto lontano (a gennaio si sono compiuti i 140 anni dalla nascita di Rebora).
A chi saprà perseverare nella lettura, apparirà un Clemente Rebora per molti versi inedito, più umano e più vero. E sarà un non piccolo aiuto a intendere la sua poesia, tra le più difficili e “nutrienti” del nostro Novecento.





