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M.Casini Bandini-D. Mugnaini, Il pensiero e l’azione di Carlo Casini
M.Casini Bandini-D. Mugnaini, Il pensiero e l’azione di Carlo Casini

Il pensiero e l’azione di Carlo Casini di M.Casini Bandini-D. Mugnaini

di Gianni Mussini

settembre 2021

L’eredità di Carlo

M.Casini Bandini-D. Mugnaini, Il pensiero e l’azione di Carlo Casini, Ed. Toscana Oggi, pp. 448, euro 16.

Gli scritti pubblicati dal leader storico del Movimento per la vita su Toscana oggi, dal 1979 al 2016, sono raccolti ora in un libro di oltre 400 pagine che nel titolo riprende la più classica delle formule mazziniane: Il pensiero e l’azione di Carlo Casini.

I curatori, la figlia Marina e Domenico Mugnaini, l’avranno scelto perché esso spiega la ragione dell’impegno di Casini: fondato sull’idea di una verità naturale da trasformare appunto in azione (di qui la sorpresa quasi infantile che talora lo coglieva dinanzi a posizioni distanti dalle sue).

Il discorso vale anche per la visione teleologica della storia che Carlo aveva appreso dal suo maestro La Pira, insieme all’ottimismo spes contra spem che lo portava a battersi a mani nude con i formidabili apparati del «potere reale» (copyright di Pasolini), i quali da sempre se ne infischiano di accidenti della storia come feti, embrioni, mamme. Nelle segrete stanze dei Parlamenti se la ridevano di lui, il don Chisciotte che si ostinava a duellare con i mulini a vento. Eppure lo temevano: in certi momenti è stato per molti il nemico numero uno anche perché, dopo tutto, era il numero uno nel diritto internazionale applicato alla bioetica. E poi aveva quello «sguardo» straniante (per citare una delle parole chiave del libro) che vedeva l’invisibile e metteva in imbarazzo gli interlocutori. Risuonano spesso in queste pagine i nomi dei santi a cui Carlo si ispirava: oltre a La Pira, soprattutto Madre Teresa di Calcutta e Giovanni Paolo II. Per non parlare dei molti temi che il Movimento per la vita si è via via trovato a fronteggiare (proprio per questo un indice dei nomi e dei concetti notevoli sarebbe stato prezioso).

Oltre al leitmotiv della centralità politica del diritto alla vita, fondamento di tutti i diritti, nel libro c’è l’amore per un’Europa non dimentica delle proprie radici e magari woytilianamente estesa al «polmone» orientale del cristianesimo. Si connette a queste radici l’insistenza sulla dignità, parola oggi quasi blasfema in certi ambienti. Altro tema ricorrente la ricomposizione politica dei cattolici, da cui una memorabile lettera aperta ai dispersi compagni di partito, con parole che fremono: «Ma non vi accorgete che quando noi democratici cristiani… siamo stati costretti… a divenire complici dell’aborto, tutto è abortito tra di noi?». Un altro dei pregi del libro è l’originalità dei singoli brani. Eppure, lungo tutti quegli anni, ci sarebbe stata la comoda scappatoia del copia-incolla… Ma Casini no: ogni pezzo doveva essere frutto di una fatica originale e agonistica (erano proverbiali certe sue tirate notturne) tesa alla verità.

Ovviamente non manca qualche ombra, ma è quella stessa della cultura politica cattolica, troppo spesso sorda all’importanza dei media e ancor più alle autonome ragioni dell’arte. (Nel libro si parla per esempio di mostre o recite, però solo in funzione di esplicite iniziative pro vita).

Ma in compenso spicca in ogni pagina la straordinaria passione intellettuale di Carlo. Ed è a questa passione che si deve il suo vero capolavoro: la legge 40 sulla fecondazione artificiale, oggetto di uno dei capitoli più belli e sofferti. Nonostante il successo referendario, la legge venne poi smantellata, complice una «Giustizia» asservita al potere reale di cui sopra. Fece però in tempo a salvare decine di migliaia di embrioni e mantiene tuttora il fondamentale articolo 1, che tutela «i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito». Ecco, basterebbe questo a dire la gloria meritata sul campo da Carlo Casini.