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Il futuro dei detenuti

Il futuro dei detenuti

di Fabio Romano

aprile 2025 · Quaderno: Giustizia "riparativa"?

L’universo della giustizia è un mondo di relazioni complesse che coinvolgono i detenuti, l’amministrazione carceraria, la Polizia penitenziaria, gli operatori, i magistrati, gli avvocati, i volontari. Sarebbe auspicabile un maggior lavoro congiunto tra queste realtà presenti negli istituti penitenziari, nel rispetto ognuno del proprio ruolo, con l’obiettivo di un completo supporto al reinserimento del reo nella società e con uno sguardo attento anche alle vittime. Per fare questo, però, ci vuole un “punto di luce” a cui guardare ed esso è offerto dal volontariato. È quanto sottolinea Fabio Romano, presidente dell’“Associazione Incontro e Presenza” (incontroepresenza.org), un’opera di carità che nasce a Milano nel 1986 e opera principalmente sul territorio milanese supportando i rei sia durante la detenzione sia per il reinserimento in società e nel mondo del lavoro. Il volontariato in carcere è un gesto di carità e la possibilità concreta di testimoniare che è possibile e bello vivere in un “altro modo”, così da coinvolgere il detenuto e trasformare la permanenza in carcere in vera possibilità di un nuovo inizio.
Il ruolo dei volontari

Nella vita è interessante avere delle domande che contribuiscano a prendere sul serio la realtà dell’esistenza umana. C’è una domanda che risuona spesso nella testa e nel cuore: «Ma può un uomo vecchio rinascere?». All’apparenza potrebbe suonare un po’ strana, ma essa racchiude in sé la scoperta del senso della vita di tante persone, di incontri, di sguardi, e la presenza di uomini e donne conosciuti in momenti particolari della loro esistenza.

Gli “incontri” che fanno scaturire questa domanda si possono fare in varie realtà, in un ospedale di fronte alla malattia e alla sofferenza fisica, in strada con persone che non hanno più nulla e nessuno, si possono fare anche in carcere, perché anche lì ci sono uomini e donne che, nonostante abbiano sbagliato, possono rialzarsi, ripartire e rinascere.

L’“Associazione Incontro e Presenza”, nata quasi quarant’anni fa, opera nel mondo della detenzione con la prospettiva di incontrare le persone detenute e provare a costruire dei rapporti con donne o uomini reclusi. L’occasione dell’incontro serve a riaccendere la “domanda”, che non nasce da una visione ottimistica della vita né elimina la realtà e/o il reato commesso, ma esprime la speranza che deve entrare come novità nella vita di ciascuno.

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