Mi pare sia inutile descrivere il marasma che regna nel governo dell’Italia. Paolo Gentiloni ha chiarito, negli ultimi giorni di dicembre, con accuratezza, lo stato caotico delle nostre cose. L’ha fatto con molta onestà anche se questo stile di noi italiani a Bruxelles di essere ambasciatori dell’Unione a Roma è abbastanza diverso da quello di commissari di nazionalità tedesca, francese, polacca, spagnola, greca, olandese, belga, estone, lituana, finlandese, cipriota, eccetera che sono generalmente ambasciatori dei propri Stati presso gli organismi comunitari.
Lagittimazioni dall’alto
D’altra parte, la base del marasma non è superabile: la forza politica di maggioranza relativa in parlamento, i 5stelle, ha preso i voti su un programma no vax, no tav, no tap, no euro, no Ilva eccetera, e lo ha rovesciato nel giro di qualche mese, rendendo evanescente il suo rapporto con buona parte degli elettori che li avevano votati. In uno Stato le cui istituzioni sono da tempo in sofferenza, questa ulteriore delegittimazione morale, non legale per carità, di una parte così larga dei rappresentanti del popolo, ha chiuso il cerchio politico, rendendo il marasma permanente. Anche se poi, va considerato, il tutto viene gestito con maestria da quel genio della comunicazione che è Rocco Casalino.
Si è così consolidata la tendenza affermatasi con forza dal 2011 in poi, di governi le cui basi sono essenzialmente fondate sul cercare da fuori e dall’alto (essenzialmente a Parigi e Berlino, in parte anche a Washington, senza trascurare la crescente e beneficente influenza di Pechino) la loro legittimazione più che dai rapporti con la società italiana.
Dall’«interno» dell’Italia è difficile prevedere l’emergere di fattori decisivi di destabilizzazione: La pandemia che ha colpito il nostro Paese più o meno come il resto del mondo, produce due effetti: la paura e una rabbia che nasce sia da un certo caos nei provvedimenti presi dalle varie autorità sia dalla miseria che inevitabilmente si accumula in larghi settori della popolazione. La rabbia quando non può avere sbocchi politici diventa presto disperazione e quindi al fondo rassegnazione. E comunque la paura in una fase come quella determinata dal Covid-19 prevale su tutto, come si vede sia nei risultati delle regionali in Italia sia nel voto di quei Paesi in cui i cittadini sono andati alle urne in questi mesi.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





