Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Matteo Melchiorre, Il duca
Matteo Melchiorre, Il duca

Il duca di Matteo Melchiorre

di Guido Vassallo

gennaio 2024

Matteo Melchiorre, Il duca, Einaudi, Torino 2022, pp. 464, € 21.

L’archivista sembra debba essere esperto di vecchie carte, faldoni polverosi e documenti ingialliti. E invece un bravo archivista dietro quelle carte sa vedere le persone, le vite, la storia. Diventa così esperto di umanità.

Matteo Melchiorre è uno di questi bravi archivisti che, nell’esperienza della sua professione, ha forgiato un’eleganza di stile, un gusto per l’uso della parola e una capacità introspettiva che non si trova facilmente nella narrativa contemporanea. Ne è nato Il Duca.

Il Duca protagonista del romanzo è il rampollo di una nobile famiglia, i Cimamonte, che da secoli possiede terreni, pascoli e grandi aree boschive nella Val Fonda. Avendo perso prematuramente i genitori ed ereditato un grande patrimonio che gli consente di vivere una vita agiata, il giovane Duca prende una decisione audace: lascia la città per trasferirsi a vivere nella antica villa di famiglia, nel paese di Vallorgana. La grande tenuta con saloni, granai e scuderie rispecchia i fasti e la decadenza delle numerose generazioni di Cimamonte che vi hanno abitato. E che il protagonista impara a conoscere attraverso i ritratti, i documenti antichi conservati negli archivi di famiglia e una copia di una Chronica Cimamontium che racconta le vite di nobili, vescovi e avventurieri del passato.

Ma la vita a Vallorgana non è rilassante e tranquilla come il Duca si sarebbe aspettato. Nel piccolo paese ci sono le dinamiche tipiche delle comunità di montagna: tutti sanno tutto di tutti, le storie del passato hanno aperto ferite che non sempre si sono cicatrizzate, le miserie (e per fortuna anche la grandezza) vengono a galla e alimentano il chiacchiericcio. E soprattutto emergono personaggi dal carattere forte e spregiudicato, come Mario Fastreda, un anziano fattore e piccolo imprenditore locale che si è arricchito grazie all’allevamento di bestiame. Nella piccola realtà di Vallorgana è diventato negli anni un punto di riferimento e guida della gente. Non è strano quindi che l’arrivo del Duca crei delle frizioni, rompa degli equilibri. L’uomo arricchito venuto su dal nulla si scontra con il nobile grande proprietario terriero, erede di titoli e beni. All’inizio del romanzo, il Duca è indifferente, indolente, quasi passivo. Cerca la serenità e non vuole complicarsi la vita. Appare addirittura insicuro. Ma quando scopre che il vecchio Fastreda sta cercando di sottrargli del legname che gli appartiene, scatta in lui il senso dell’orgoglio. Il sangue della famiglia comincia a ribollire in lui. Inevitabile una escalation di tensione che sfocerà in scontri sempre più aperti che coinvolgeranno l’intera comunità. A complicare la situazione entra in scena un affascinante misterioso personaggio femminile, Maria, che spariglia le carte.

Il Duca non racconta solo le vicende di un immaginario villaggio montano sospeso in un tempo indefinito. Dietro le trame del racconto ci sono grandi temi che toccano tutti: l’animosità che porta le persone a farsi del male, la sete di potere, le dinamiche relazionali delle piccole comunità, l’influenza del passato familiare nella vita di ogni individuo. Proprio il tema del sangue, che dà il titolo anche a una delle nove sezioni in cui è diviso il romanzo, è uno di questi temi forti.

Il lettore de Il Duca viene trasportato in un mondo che sembra

Costanza Signorelli

Davide

Il bambino che parlava con gli angeli

Prefazione di Daniela Del Gaudio

pp. 184 € 15

Una storia straordinaria, raccontata da un bambino di otto anni, Davide,

che ha avuto dal Cielo il dono di vedere cosa ci sarà dopo la morte. Un

racconto fatto non solo di parole, ma di una vita passata dai toni cupi di

una malattia incurabile ai colori accesi della gioia e della speranza. A Da-

vide sono venuti incontro gli Angeli, la Madonna, poi Gesù (dal giorno

della prima Comunione) e lo hanno preso per mano. Così testimoniano i

suoi genitori, Elisa e Salvatore, che il bambino ha condotto sulla strada

della fede insieme con il fratellino Antonio. lontanissimo dalla frenetica vita della città e dell’habitat tecnologico in cui viviamo. Un mondo fatto di boschi, pascoli, vallate, sentieri di montagna, lavori dei campi. Una natura rigogliosa che sembra quasi il personaggio in più del romanzo. Superata la sensazione di essere trasportati in una dimensione astratta viene poi, il lettore, totalmente coinvolto nella vicenda del Duca e nelle grandi domande sottese all’azione dei protagonisti: chi siamo noi? I padroni del nostro destino o l’idea di noi stessi che abbiamo ricevuto in sorte dalla famiglia? Quanto il passato influenza il nostro presente e le nostre scelte?

I colpi di scena e le scoperte che il lettore fa insieme al protagonista, scavando nel passato, unite a un lessico colto e uno stile elegante, fanno del libro una lettura piacevole e molto coinvolgente. E rendono giustizia alla letteratura di qualità che fa sempre piacere scovare tra gli scaffali delle librerie.