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Il diritto & il desiderio. Guarire sé stessi per guarire la coppia
Psicologia · SocietàSc 722

Il diritto & il desiderio. Guarire sé stessi per guarire la coppia

di Claudio Risé

aprile 2021

Con uno sguardo alla disgregazione che mina tanti settori della vita sociale, e in particolare le coppie e le famiglie, il cardinale Carlo Caffarra asseriva che «la progressiva identificazione del diritto con il desiderio è la vera metastasi delle nostre società occidentali». Questa affermazione, apparentemente cruda, che mette in contrasto l’autodeterminazione e la legge, trova riscontro nelle 12 storie di crisi familiari raccolte nel volume Il diritto & il desiderio (pp. 232, euro 15), appena edito dalle Edizioni Ares. L’autore, Massimiliano Fiorin, ha attinto alla sua vasta esperienza di avvocato familiarista con l’intento di aiutare i singoli e le coppie a ritrovarsi attraverso le difficoltà, senza arrendersi agli oceani di sofferenza e di ingiustizia che il divorzio «facile» illude di non causare. Si trovano perciò in questo libro dolorose vicende di separazione e divorzio, aspre lotte con l’altro e con sé stessi e però anche percorsi di rinascita. Una particolare attenzione è dedicata agli uomini, che spesso, soprattutto quando sono padri, diventano la parte più punita nella ricomposizione del conflitto... Anticipiamo di seguito la Prefazione dello psicoterapeuta Claudio Risé.

Questo libro nasce da un’angoscia e da una speranza. La prima discende dall’esperienza di avvocato matrimonialista accumulata dall’autore, che ha iniziato a scrivere di crisi familiari con i saggi La fabbrica dei divorzi (2008) e Finché la legge non vi separi (2012), entrambi per le Edizioni San Paolo. La speranza, invece, che già si era manifestata nel successivo L’Amore non si arrende – Introduzione alla conciliazione familiare (Ares, 2017), riguarda la possibilità di restituire un futuro alle famiglie, anche quelle ferite, e dunque all’intera società, valorizzando i bisogni e i desideri essenziali che sono iscritti nel cuore di ogni uomo. Questi ultimi, purtroppo, oggi vengono negati da sovrastrutture culturali e giuridiche delle quali il più delle volte gli interessati non sono nemmeno consapevoli.

Il cardinale Carlo Caffarra, l’amato e compianto arcivescovo emerito di Bologna, grande esperto di morale familiare, già nei primi anni dopo il Duemila denunciò la progressiva identificazione tra il desiderio e il diritto come una «metastasi spirituale» che stava aggredendo tutta la società occidentale. A causa di questa affermazione venne immediatamente bersagliato da veementi critiche provenienti dai promotori della disgregazione familiare, così com’era accaduto al suo predecessore sulla cattedra di San Petronio, il cardinale Giacomo Biffi, che prima ancora dell’alba del nuovo millennio aveva denunciato la «dominante cultura divorzista» e quello che definiva il «terrorismo demografico».

Da allora, nel giro di pochi anni, i fenomeni denunciati da quei due appassionati difensori della famiglia naturale si sono ampliati a dismisura, così come altri processi sociali che il cardinale Biffi previde assai prima e meglio di tanti uomini di Chiesa tuttora di - stratti. Si tratta di derive che stanno portando a una disgregazione sociale, a un’insoddisfazione diffusa e a una denatalità mai così drammatiche nel nostro Paese, ma nello stesso tempo mai così trascurate da chi avrebbe la responsabilità di affrontarle. Oggi stiamo vivendo nella società del «passaggio all’atto», dove a causa della metastasi denunciata dal cardinal Caffarra il diritto autorizza il trasferimento di ogni desiderio nella ricerca di soddisfazione immediata.

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