Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Genitori & lo snodo della scelta delle Superiori. Criteri per l'orientamento scolastico, in particolare in epoca di pandemia

Genitori & lo snodo della scelta delle Superiori. Criteri per l'orientamento scolastico, in particolare in epoca di pandemia

di Claudio Mereghetti

febbraio 2021

Gennaio, tempo di iscrizioni: le scadenze per l’iscrizione alle scuole di ogni ordine e grado sono state ulteriormente ristrette e anticipate e così tra il 4 e il 25 di gennaio le famiglie sono impegnate nella compilazione della domanda online. I più preoccupati, naturalmente sono i genitori dei ragazzi che – concluse le scuole del I ciclo – devono decidere quale scegliere tra i tanti percorsi che il sistema di istruzione e formazione italiano offre. Orientarsi in mezzo al mare magnum delle scuole superiori (licei, istituti tecnici, professionali, qualifiche e attestati nelle scuole di formazione…) è oggettivamente difficile, soprattutto quest’anno, privato per l’emergenza coronavirus dei tanti rutilanti open day dove ogni scuola si presenta con i fuochi d’artificio, mettendo in mostra il meglio di sé, a cominciare dagli allievi stessi che vengono impegnati nei laboratori, nei colloqui con i più giovani e i loro genitori, nei giri di conoscenza delle strutture, splendide occasioni per vedere la scuola dal di dentro: i ragazzi sono i più sinceri, non nascondono le magagne, ma fanno emergere soprattutto il senso di appartenenza al proprio istituto che spesso è ciò che dà la misura della carica educativa e formativa di quella istituzione. Che non è poco. Tutto questo, causa pandemia, è stato sostituito dai tour virtuali apparsi sui siti delle scuole, una formula che complica ulteriormente la vita a genitori e ragazzi, perché a distanza non si può sentire il sapore della scuola, se ne vede solo l’apparenza.

Il ruolo dei genitori & dei docenti

Orientarsi, però, è qualcosa che parte da molto più lontano e che non si conclude con l’invio della domanda. Se infatti orientarsi significa sapere dov’è l’Est, l’Oriente, allora il compito dell’orientamento scolastico (e quindi dell’orientatore, cioè dei docenti, degli esperti, ma anche e soprattutto dei genitori quando i propri figli approdano al momento della fatidica scelta) non è indicare ai ragazzi dove devono andare; ma indicare quale sia la giusta direzione da prendere per andare proprio dove loro vogliono andare. È difficile per un genitore evitare di suggerire la meta scegliendola al posto del proprio figlio (con l’eccezione dei notai… e dei calciatori), ma l’atteggiamento giusto è quello di ascoltarli, di aiutarli a leggere dentro i suggerimenti dei loro docenti delle «medie» e non lasciarsi conquistare da un bel video. Per questo i genitori non possono limitarsi a chiedere ogni giorno ai loro figli: «Come va?», «Che cosa hai fatto?», perché loro risponderanno sempre: «Bene», «Niente». E noi genitori daremo la colpa al fatto che, essendo loro adolescenti, non voglio capire né farsi capire.

Dobbiamo invece osservarli con pazienza e attenzione, metterci in ascolto, capire come organizzano le loro giornate. Dobbiamo cercare il dialogo con i loro docenti per conoscere come sono a scuola, per avere un punto di vista, una prospettiva diversi dai nostri. Serve tempo, d’accordo, ma è un grande investimento che permette a noi e a loro di capire che cosa li muove (o no) all’impegno scolastico. È anzi l’investimento più importante per dei genitori.

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