La scultura di Franca Ghitti affonda le sue radici, ed è segnata ben più che nelle sole radici, dalla civiltà della sua terra, la Val Camonica, che lei chiamava “la Valle”, per antonomasia.
La Val Camonica evoca anzitutto la civiltà camuna, di cui l’artista ha amato e assimilato segni e linguaggi. E non solo sui libri: amica di Emmanuel Anati, Franca è stata tra i primi studiosi delle incisioni rupestri e nel 1963 ha collaborato alla creazione del Centro camuno di studi preistorici, fondato a Capo di Ponte.
La Val Camonica però non è solo preistoria. E Franca ha studiato anche le espressioni e i reperti locali di un Medioevo che nella Valle è durato fino alle soglie della modernità: dove il Medioevo non va considerato sinonimo di un’epoca oscura e incolta, come volevano gli illuministi, ma al contrario di un periodo operoso e vitale. Il suo interesse per il mondo del legno (un interesse che si radica nella sua infanzia, quando da bambina trascorreva lunghe ore nella segheria del padre, una grande azienda con settecento dipendenti) si approfondisce anche nel libro La farina e i giorni del 1971, dove Ghitti stila un catalogo dei mulini della Val Camonica e di ciò che ne rimane, come macine, pale, ceste, cassette.
La Val Camonica, poi, è stata una capitale della lavorazione del ferro, una terra di fucine e di magli dove si fabbricavano strumenti di lavoro (zappe, vanghe, falci, badili) e di guerra (asce, elmi, gambali). A Bienno, per esempio, già nel Seicento esistevano fabbriche che producevano utensili destinati ad “armi e mestieri”, per citare un titolo di Giampiero Neri. Franca Ghitti ha indagato anche i segni e gli oggetti di quella “civiltà del ferro” e nel 1979 ha raccolto nel libro La valle dei magli il risultato delle sue ricerche. Anche questa volta la sua è una ricerca d’artista: non si limita a raccogliere le tracce di forni, cunei, ruote, tenaglie prima che vadano perdute per sempre, ma ne intuisce il valore espressivo. Nella sua scultura si ispira a quel catalogo di segni e soprattutto utilizza anche lei gli sfridi, cioè gli scarti del ferro, i residui che cadono dall’incudine.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





