Il 2021 del mondo dello sport azzurro è stato archiviato. Un anno per certi versi irripetibile, che ha tracciato un solco importante nella storia dello sport della nostra penisola. Sono stati i risultati sportivi conseguiti dagli Azzurri a far sì che si chiudessero 365 memorabili, con titoli, medaglie e vittorie attese da tanto tempo. Sono straordinarie imprese come queste che, tra 50 anni, permetteranno a tutti gli amanti dello sport di guardare indietro e dire: «Ma ti ricordi quell’anno che abbiamo vinto tutto? Cos’era, il 2021? Io c’ero». Perché in fondo funziona così: l’esistenza di un essere umano viene scandita da date e ricorrenze che, anche con l’inesorabile passare degli anni, non invecchiano mai.
Mentre ripensavo a quanto è stato bello essere testimone di questo tempo, un dubbio si è insinuato però nella mia testa. «Ma oltre alle vittorie, che cos’è che non invecchia mai?». Vietato dire le sconfitte. Perché un campione è colui che è in grado di risollevarsi da una disfatta, anche la più dura. Ce l’hanno insegnato proprio gli Azzurri in questa estate italiana: nel calcio è arrivata la vittoria dell’Europeo dopo una mancata qualificazione al Mondiale, mentre dal volley maschile e femminile sono arrivati due titoli continentali dopo altrettante delusioni olimpiche. Eliminate le sconfitte, quasi d’istinto è mi è venuto da pensare alle figuracce. Sì, perché in un mondo fatto di protocolli e rigore, uscire dallo schema per un imprevisto a volte causa quella che potremmo definire «memorabilità». Non sempre in positivo.
«Ma ti ricordi quell’anno che hanno dovuto rifare i sorteggi della Champions League perché avevano sbagliato? Cos’era, il 2021? C’ero anche lì». Sbagliare è umano, ci mancherebbe. Ma al tempo stesso non si può chiedere di dimenticare certi errori da matita rossa. Esattamente come successo lo scorso dicembre durante i sorteggi della Champions League, effettuati in mondovisione e annullati appena un’ora dopo a causa di un errore durante l’esecuzione. Errore attribuito alla tecnologia, ma che ha comunque lasciato il risultato finale dell’imbarazzo generale della Uefa, costretta a scusarsi con i tifosi di tutto il mondo e replicare una scena vista solo pochi minuti prima. Con buona pace di quelle società che già esultavano per un accoppiamento abbordabile, prima di ricevere la doccia gelata.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





