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Figuracce mondiali: dal calcio allo short track
Sport · SocietàSc 732

Figuracce mondiali: dal calcio allo short track

di Nicolò Gelao

febbraio 2022

Il 2021 del mondo dello sport azzurro è stato archiviato. Un anno per certi versi irripetibile, che ha tracciato un solco importante nella storia dello sport della nostra penisola. Sono stati i risultati sportivi conseguiti dagli Azzurri a far sì che si chiudessero 365 memorabili, con titoli, medaglie e vittorie attese da tanto tempo. Sono straordinarie imprese come queste che, tra 50 anni, permetteranno a tutti gli amanti dello sport di guardare indietro e dire: «Ma ti ricordi quell’anno che abbiamo vinto tutto? Cos’era, il 2021? Io c’ero». Perché in fondo funziona così: l’esistenza di un essere umano viene scandita da date e ricorrenze che, anche con l’inesorabile passare degli anni, non invecchiano mai.

Mentre ripensavo a quanto è stato bello essere testimone di questo tempo, un dubbio si è insinuato però nella mia testa. «Ma oltre alle vittorie, che cos’è che non invecchia mai?». Vietato dire le sconfitte. Perché un campione è colui che è in grado di risollevarsi da una disfatta, anche la più dura. Ce l’hanno insegnato proprio gli Azzurri in questa estate italiana: nel calcio è arrivata la vittoria dell’Europeo dopo una mancata qualificazione al Mondiale, mentre dal volley maschile e femminile sono arrivati due titoli continentali dopo altrettante delusioni olimpiche. Eliminate le sconfitte, quasi d’istinto è mi è venuto da pensare alle figuracce. Sì, perché in un mondo fatto di protocolli e rigore, uscire dallo schema per un imprevisto a volte causa quella che potremmo definire «memorabilità». Non sempre in positivo.

«Ma ti ricordi quell’anno che hanno dovuto rifare i sorteggi della Champions League perché avevano sbagliato? Cos’era, il 2021? C’ero anche lì». Sbagliare è umano, ci mancherebbe. Ma al tempo stesso non si può chiedere di dimenticare certi errori da matita rossa. Esattamente come successo lo scorso dicembre durante i sorteggi della Champions League, effettuati in mondovisione e annullati appena un’ora dopo a causa di un errore durante l’esecuzione. Errore attribuito alla tecnologia, ma che ha comunque lasciato il risultato finale dell’imbarazzo generale della Uefa, costretta a scusarsi con i tifosi di tutto il mondo e replicare una scena vista solo pochi minuti prima. Con buona pace di quelle società che già esultavano per un accoppiamento abbordabile, prima di ricevere la doccia gelata.

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