Fårö: l'isola di Bergman - Lettera dalla Svezia
di Nicola Lecca
luglio/agosto 2023
In un’epoca di presenzialisti, che farebbero di tutto pur di prendere parte a un mediocre programma televisivo; in un’epoca di assoluta superficialità in cui l’apparenza, troppo spesso, conta più della sostanza, Ingmar Bergman aveva scelto di non apparire, di non comunicare più con il suo pubblico. Lui, il grande genio della macchina da presa, il maestro delle emozioni, delle sfumature d’animo e degli sguardi, ha preferito alla confusione il silenzio. Ha scelto un’isola. L’ha scelta piccola. Lontana. Un luogo silenziosissimo e severo in cui l’inverno dura a lungo e in cui il buio, talvolta, invade anche il giorno.
In quest’isola segreta, persa nel Baltico – in bilico tra la Svezia, la Polonia, la Finlandia e la Russia – i cigni selvatici dormono in mare aperto: rimangono a centinaia, in silenzio, la notte, con il collo nascosto sotto un’ala a dondolare fra le onde. Le spiagge, d’intorno, sono deserte. Quella di Langhammars ospita misteriose sculture del mare: sono le Rauchar, rocce – alte una decina di metri – inspiegabilmente scolpite dal vento e dalle onde. Sono le stesse che fanno da sfondo alla celebre partita a scacchi con la Morte raccontata nella celeberrima pellicola bergmaniana Il settimo sigillo.
La spiaggia di Helgumannen, invece, ospita un villaggio ormai fantasma, fatto di casette in legno, nere. Immobili. Si sente soltanto il rumore del vento muovere piano vetri antichi di finestre malandate. Sembra un canto arcano. All’estremità dell’isola c’è un faro. È un faro talmente perfetto che sembra sistemato lì dal destino, e non dall’uomo. In queste spiagge Ingmar Bergman era solito camminare all’alba “per scacciare i demoni della notte”. Un’abitudine da sciamano, la sua. Una necessità di stare a stretto contatto con quella natura selvaggia che, come una calamita, l’aveva chiamato a sé in una maniera irrinunciabile. Era il 1967: Ingmar Bergman, all’apice della sua carriera, sceglieva il silenzio. Sceglieva l’isola di Fårö: la sceglieva “per sempre”.
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