Mensile di studi e attualità · dal 1957
Spiritualità · Fede e Chiesa
di Luigi Negri e Giancarlo Cesana
Numero 720 · febbraio 2021
Con questo scritto non intendo certamente presumere di proporre delle indicazioni definitive sulla presenza di don Giussani nella mia vita, quanto suggerire alcune considerazioni che, con il trascorrere del tempo, si sono rivelate decisive per me e per la mia storia. È difficile vincere la tristezza che insorge inevitabilmente ripercorrendo, dopo anni e anni, il cammino compiuto, segnato dai volti di tanti amici e compagni di viaggio; è difficile sfuggire alla tristezza di Leopardi che gli fa dire «e par che dica che la beata gioventù vien meno» (Il passero solitario). Tuttavia, non è questa tristezza che definisce ultimamente la mia memoria: il tempo che passa verifica, rende vero il tragitto compiuto. Si sviluppa, cioè, anche dentro la percezione del cammino che si fa faticoso, che tende verso il suo compimento, una letizia profonda la cui radice don Giussani mi ha ricordato migliaia di volte: «Il mio cuore è lieto perché tu, Cristo, vivi» (cfr. Sal 84,3).
Ho conosciuto monsignor Luigi Giussani nell’ottobre del 1957, quando ho incominciato la prima liceo classico al Berchet di Milano, e sono stato con lui in rapporti di strettissima collaborazione fino a qualche anno prima della sua morte, grosso modo fino all’anno 2000. Piuttosto che ripercorrere puntualmente gli anni di questa straordinaria amicizia, ho inteso, attraverso una riformulazione molto radicale, presentare alcuni dei momenti più decisivi del nostro rapporto, attraverso i quali, oltre alla mia personale esperienza, è stato inevitabile fare riferimento alla struttura fondamentale del pensiero di Giussani insieme al suo movimento, perché il pensiero autentico è insieme struttura e movimento. Se fosse solo struttura diventerebbe ideologia, mentre se fosse solo movimento, si ridurrebbe a quel «prassismo» che ha riempito di illusioni e di delusioni la storia della nostra cultura occidentale.
Quindi seguiranno, oltre al riferimento ad alcune importanti vicende storiche che hanno segnato la storia del Movimento di Comunione e Liberazione, aneddoti personali e riflessioni di carattere culturale e teologico, in un quadro nel quale questa struttura e questo dinamismo di pensiero e di vita sono profondamente intrecciati, così come lo sono stati sempre nella mia esperienza. Mi soffermerò soprattutto sugli anni degli inizi perché lì si sono poste le basi di ciò che si è svolto in seguito, secondo il susseguirsi di incontri e avvenimenti che certamente non erano neanche lontanamente immaginabili allora.
Studi cattolici · n. 720 · febbraio 2021
Edizioni Ares · Milano
https://www.edizioniares.it/blogs/studi-cattolici/due-testimoni-per-mons-giussani