Si possono comparare i risultati delle amministrative italiane dell’ottobre 2021 (innanzitutto i voti di Milano, Torino, Napoli e Roma) con le elezioni negli Stati Uniti a novembre per alcuni governatori e sindaci? Le storie del popolo e dello Stato americani sono assai diverse da quelle del popolo e dello Stato italiani. Però, un confronto può essere utile sia per individuare tendenze omogenee in un mondo sempre più unificato sia per aiutare a capire le complicate vicende di casa nostra.
In America, Donald Trump ha vinto le elezioni nel 2016 cavalcando (e sfidando gran parte dell’establishment) la radicalizzazione di una società colpita da effetti della globalizzazione (delocalizzazione di industrie, crisi dei ceti medi-bassi, svuotamento per certi aspetti della dialettica democratica, immigrazione clandestina).
In Friuli, Umbria, Sardegna, Basilicata, Sicilia e così via, il centrodestra ha conquistato 15 Regioni su 20. Dal 2018 in poi, fenomeni di radicalizzazione di ceti medi-popolari contro gli effetti da globalizzazione di cui si diceva si sono manifestati anche in Italia, premiando nelle urne la coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Nel 2020 Trump ha perso le presidenziali, pur aumentando i propri suffragi, a causa della saldatura tra settori del ceto medio e dei ceti popolari (che prima spesso tendevano ad astenersi) irritati o spaventati dall’incerta politica trumpiana di contrasto alla pandemia, con una base democratica particolarmente mobilitata innanzi tutto sui temi del razzismo, dell’ambiente e delle preferenze sessuali.
A ottobre, il centrodestra è stato vistosamente sconfitto nelle principali città non solo perché lo svuotamento dei 5Stelle ha spinto parte del voto di protesta (il 32 per cento degli elettori aveva scelto i grillini alle politiche del 2018) a votare a sinistra, ma anche a causa di una clamorosa astensione. A Milano, Beppe Sala è stato riconfermato sindaco con circa il 57 per cento dell’elettorato corrispondente a circa 280 mila voti. Nel 2001 anche Albertini aveva ricevuto circa il 57 per cento dei suffragi, ma era stato votato da circa 480 mila milanesi.
Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.
Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.





