È caratteristico del periodo storico in cui viviamo un marcato e vivissimo desiderio di cambiamento, che ha la sua ragion d’essere in un disprezzo assai diffuso nei confronti della classe politica. Questa sensazione si manifesta non solo a livello di opinione pubblica e di dibattito politico, ma anche, più tangibilmente, in un frequente astensionismo. L’elevatissimo astensionismo, che spesso si verifica, è basato su una disaffezione nei confronti delle istituzioni, in quanto si ritiene che queste non siano in grado, qualunque sia il risultato elettorale, di dare soddisfazione agli elettori. Si ritiene la classe politica incapace di governare; ma ci si rende anche conto che l’attuale assetto istituzionale dei poteri impedisce ogni reale cambiamento, rendendo inutile il procedimento elettorale.
Volontà popolare & istituzionale
Perché la forma di governo sia soddisfacente, la determinazione dell’indirizzo politico, quale viene espressa dagli organi posti al vertice dell’organizzazione statale, deve riflettere le scelte della collettività sottostante: ogni sua determinazione dev’essere propria della comunità, anche se l’indirizzo politico viene, in via immediata e diretta, manifestato dai suoi organi esponenziali. Il corpo elettorale è la fonte originaria dell’indirizzo politico, e la sua determinazione dev’essere alla base della vita politica della Nazione. La Costituzione ha, attraverso il principio della sovranità popolare, espressamente garantito che ciò avvenga, come indispensabile premessa per il corretto funzionamento di tutte le nostre istituzioni. In ogni regime democratico, e quindi anche nel nostro, la funzione di indirizzo politico appartiene al popolo, il quale la deve esercitare attraverso i propri organi esponenziali.
Il governo deve dunque rispettare e far valere l’indirizzo politico del corpo elettorale. È nella corrispondenza dell’attività governativa con la volontà popolare che risiede l’essenza più genuina della democrazia. Alla base della forma di governo, intesa complessivamente come titolarità di un proprio indirizzo politico, vi dev’essere questa corrispondenza tra comunità sovrana e organi esponenziali che ne manifestano la volontà, facendosene interpreti.
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