Sogni & incubi
Peter Cameron, Cose che succedono la notte, Adelphi, Milano2020, pp. 243, euro 19.
Difficile immaginare qualcosa che, più di questo romanzo, somigli a un realistico incubo notturno vissuto a occhi aperti. Peter Cameron, 62 anni, celebre scrittore statunitense (Quella sera dorata, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Pura della matematica, Coral Glynn, Il weekend per citare i titoli più celebri, apparsi in Italia da Adelphi), qui supera sé stesso nell’inventare una sorta di apologo morale per i giorni nostri. Un treno nella notte traversa un deserto paese lontanissimo di neve e ghiacci. Una coppia approda in un albergo immenso e lussuoso, sepolto nel cuore della foresta. Stanze serrate, corridoi infiniti, la piccola isola luminosa del bar con i suoi radi avventori. Il progetto della coppia: recarsi a un sinistro orfanatrofio per prendere in consegna un bimbo e adottarlo. Ma quello che in effetti accade sarà tutt’altro, e mette in discussione l’essenza stessa di ciascun membro della coppia e la sua profonda intimità. Oltre ai due coniugi, rari personaggi si incontrano per le sale dell’albergo. C’è un barman ossequioso. C’è Livia Pinheiro-Lima, indimenticabile figura di cantante in disarmo, con la sua cupa e irridente filosofia. E c’è un losco uomo d’affari con un suo indecifrabile disegno, da cui attendersi forse solo il peggio. La sorpresa del libro è nella credibilità che la storia acquista dentro gli strati profondi della mente, per trasferirci a nostra volta in una vicissitudine da analizzare con le armi della nostra coscienza e cultura.





