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Conseguenze del malessere demografico

Conseguenze del malessere demografico

di Pier Giovanni Palla

novembre 2022

Studi cattolici ha documentato in passato la trappola demografica in cui è caduta l’Italia e che per troppo tempo è stata disconosciuta dai decisori politici. La crisi muove da lontano. La costante diminuzione delle nascite (quest’anno sotto la soglia delle 400mila) e la crescita dei decessi, in parte a motivo della pandemia da Covid, sono iniziate anni fa senza significative inversioni di tendenza e senza che questi allarmi siano stati colti nella loro gravità.

Oggi riviste e quotidiani ne scrivono con toni tra l’accorato e il drammatico, se ne parla in trasmissioni televisive e in convegni: quello della popolazione è argomento tornato di attualità, mentre decenni fa la sua crescita in diversi continenti del globo era considerata una minaccia al futuro dell’umanità.

Suscitano amara constatazione i dati e le cifre che l’Istat fornisce almeno due volte l’anno: di fronte al declino progressivo delle nascite si cerca di individuare colpevoli collettivi, prescindendo dalla considerazione che la perdita di attrattiva del generare nuove vite dipende da comportamenti individuali, collegabili sì a fattori esterni (la scarsa o nulla attenzione della società), ma specialmente a valori primari che sono dimenticati e sostituiti da altri.

Il problema in cifre

Con il crescente interesse dei media per le problematiche demografiche si assiste al lodevole intento di specialisti del settore di offrirne una valutazione non episodica.

L’accademico dei Lincei Antonio Golini, demografo fra i più ascoltati non solo a livello nazionale, già presidente dell’Istat, tratta con chiarezza gli aspetti del malessere demografico in un saggio pubblicato dall’Università Luiss di Roma1.

L’autore ricorda di aver formulato già alcuni decenni fa una sorta di legge dell’invecchiamento: se una popolazione arriva a una percentuale di ultrasessantenni uguale o maggiore del 30%, allora, a meno di un massiccia immigrazione, scatta la trappola demografica, un punto di non ritorno. Al secolo dell’esplosione demografica, il XX, è seguìto quello attuale dell’invecchiamento, un processo intenso e veloce, quasi inarrestabile.

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