Numero 788 · ottobre 2026 AccediAbbonarsi
Con gli ultimi come con i primi

Con gli ultimi come con i primi

di Dino Basili

novembre 2022

Sulla fantasiosa ribalta politica Giorgia Meloni interpreta un nuovo personaggio: la “candidata naturale” alla poltrona più dorata di Palazzo Chigi. Naturale perché? È leader di Fratelli d’Italia, il partito più votato alle elezioni settembrine (26%); un successo che si trascina la guida della coalizione di centro-destra, con Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. È andata alle urne, sondaggio dopo sondaggio, come probabile primo ministro: quasi un assaggino di democrazia diretta. Non è uscita troppo ammaccata dalla denigratoria propaganda avversaria (post-fascista, euro-fiacca, inaffidabile su economia e diritti). Eppoi, aggiungi le abbondanti fioriture femminili, ovunque, ai vertici del potere e una controtendenza: Meloni ha puntato, dritta dritta, a un alto e conteso incarico nelle contrade in cui si finge l’assenza di ambizioni. Per soddisfarle meglio. Nella sequela di contorti elogi è significativo questo semplice giudizio: «Giorgia sa stare con gli ultimi, come con i primi». Parole che aiutano a comprendere i consensi trasversali. Non c’è soltanto destra-destra nell’elettorato FdI, anche se la quota è rilevante. L’estremismo acceso, idem a sinistra, ha incrementato la maxi-astensione (37%).

Certo, in mari procellosi, cinque anni di legislatura non sono robetta. Vincere è difficile, governare bene anche, difficilissimo durare. Senza perdere consensi. Soprattutto se gli alleati si muovono in modo irresponsabile, seguendo disegni personalistici; se l’opposizione non dorme. Qui, grava la velata minaccia di Matteo Renzi: «Ogni due anni faccio cadere un governo…». E il suo recente sodale, Carlo Calenda, aveva già indossato i panni del profeta: «Chiunque vince non durerà più di sei mesi». Con strimpellante rumore, la coppia ha rimediato un modesto 7,8%. Boh, ohibò, boom.

◙

Il seguito è riservato agli abbonati

Studi cattolici per intero: 11 numeri l’anno, l’archivio online e il 20% su tutti i libri Ares. Abbonamento da 80 € l’anno, 29 € sotto i 26 anni.

Questo articolo prosegue nel fascicolo. Con l’abbonamento si legge per intero, insieme a tutti gli altri di Studi cattolici.