Come Gesù rifiutò la corona di Re di Israele. La testimonianza mistica di Maria Valtorta
settembre 2025
Emilio Matricciani integra la testimonianza dei Vangeli, specialmente il Quarto, sulla figura di Giovanni, «il discepolo che Gesù amava», sempre schivo ad apparire protagonista al fianco di Gesù, con quanto di lui Maria Valtorta ha saputo per mistica rivelazione da Dio. In essa ha appreso anche dell’episodio, qui raccontato, del tentativo da parte dei potenti d’Israele di offrire a Gesù la corona del regno, fraintendendo completamente il concetto gesuano di “Regno di Dio”. Emilio Matricciani, già professore al Politecnico di Milano, ha insegnato Teoria dell’informazione e Sistemi di comunicazione. Oggi insegna Scrittura tecnico-scientifica ai dottorandi e continua la ricerca sulle telecomunicazioni via satellite. Negli ultimi anni si è occupato dell’analisi matematica di testi antichi e moderni, dell’analisi scientifica degli scritti di Maria Valtorta, del Velo di Manoppello e della Sindone.

Zona sud del lago di Tiberiade, 5 febbraio 2014. Secondo Maria Valtorta, la vicenda del rifiuto di Gesù si svolse oltre il fiume Giordano
Dopo la prima moltiplicazione dei pani, Giovanni scrive (Gv 6, 15): «Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo». È l’unico evangelista che allude all’episodio, molti anni dopo l’avvenimento. Questo articolo ha lo scopo di richiamare gli avvenimenti che, secondo Maria Valtorta, la sera del 7 settembre dell’anno 331 portarono personaggi importanti di Israele a proporre a Gesù la corona di quello che doveva essere il rinato Regno d’Israele, e del suo conseguente grande rifiuto. Testimone oculare era stato il solo Giovanni e noi possiamo conoscere lo svolgimento dei fatti grazie a un altro “testimone oculare”, mistico, ossia il «piccolo Giovanni», come Gesù chiama Maria Valtorta2.
Lo stesso Gesù le presenta il carattere di Giovanni (Emv, 464). La reticenza con cui allude a diversi fatti è dovuta al suo carattere. Giovanni, il più giovane degli apostoli, è il confidente dei fatti più gravi della vita di Gesù. Non si è mai vantato di questa intimità con Lui, né con gli altri apostoli né, negli anni seguenti, con i discepoli, neppure quando scrive il Vangelo3, tanto che persino dopo la Risurrezione gli apostoli chiedono a Gesù quando sarà il tempo per ricostituire il Regno di Israele (At 1, 6). Non hanno capito la natura del Regno, né sanno del rifiuto di Gesù alla corona terrena.
La testimonianza di Giovanni
Quando Giovanni narra l’incontro dei discepoli del Battista con Gesù (Gv 1, 35 ss.), nomina solo Andrea e Simone, non sé stesso e il fratello Giacomo, come invece fanno Matteo (Mt 4, 21), Marco (Mc 1, 16-19) e Luca (Lc 5, 10). A Cana narra che solo dopo il miracolo i discepoli credettero in Gesù, ma erano gli altri che avevano bisogno di credere perché Giovanni già credeva. Si confonde con gli altri, creature bisognose di vedere miracoli per credere.
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