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Clima: siamo alla resa dei conti. Colloquio con John Kerry
Interviste · SocietàSc 724

Clima: siamo alla resa dei conti. Colloquio con John Kerry

di Claudio Pollastri

giugno 2021

John Kerry, «inviato speciale del Presidente Usa per il clima» ha incontrato i leader europei. È stato in Italia dove ha dialogato, tra gli altri, con il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e ha incontrato anche Papa Francesco in Vaticano.
  • Scusi, Mister Kerry, ma qual è il bilancio del suo tour in Italia? Very positive balance.
  • In particolare? È l’inizio di una collaborazione intensa.
  • Di cosa ha parlato col premier Mario Draghi? Di come affrontare la crisi climatica.
  • Come? Partendo da due basi.
  • Quali? Credere nella scienza e nella transizione ecologica.
  • In pratica? La trasformazione tecnologica creerà nuovi posti di lavoro.
  • Dalla crisi climatica al rilancio dell’economia? Più sicurezza climatica e più occupazione.
  • L’Italia è pronta? Ne ha le competenze.
  • Che ruolo avrà? Un ruolo centrale in vista del G7 e del G20.
  • La Conferenza di Glasgow? L’Italia ne ha la Presidenza.
  • Cosa deciderete? L’innalzamento della temperatura entro 1,5 C°.
  • Ha dato dei suggerimenti? Non affidarsi troppo al gas naturale.
  • Perché? Non si deve più dipendere dai combustibili fossili.
  • Cosa si deve fare? Passare a un’economia basata sulle energie pulite.
  • Ha incontrato il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani? Abbiamo parlato dell’urgenza di intervenire.
  • Ne riparlerete a Glasgow a novembre? Dovremo impegnare i Paesi presenti a fare di più.
  • Ci riuscirete? È una crisi planetaria e bisogna fare presto.
  • Entro il 2050? Troppo lontano.
  • Quindi? Si dovranno ridurre le emissioni durante questo decennio.
  • Una strategia che coinvolge tutti gli Stati? Non la può risolvere un solo Paese.
  • Per questo il Presidente Joe Biden l’ha nominata «inviato speciale per il clima»? Per Mister President il clima è un problema prioritario.
  • Ha già fatto qualche mossa concreta? Il rientro degli Stati Uniti nell’Accordo di Parigi del 2015.
  • In discontinuità con Donald Trump? Non credeva nel riscaldamento globale.
  • Cosa prevede l’Accordo di Parigi? Responsabilità comune, ma differenziata.
  • In pratica? Nessun Paese è esente dalla necessità di prendere misure per affrontare la crisi.
  • Qual è la situazione? Nel 2018 gli scienziati ci davano 12 anni di tempo per salvarci.
  • Siamo in ritardo? Con Trump abbiamo perso tre anni.
  • Quindi? È arrivato il momento di lavorare insieme.
  • Su quali progetti? Energie rinnovabili e sostenibili.
  • Però molti Paesi dipendono da petrolio, carbone e gas. Tra 15 anni General Motors produrrà solo veicoli elettrici.
  • È un auspicio? L’ha annunciato ufficialmente.
  • E l’Europa? Molti produttori europei hanno aderito.
  • Tutti con le auto elettriche? Sarà inevitabile per salvare il Pianeta.
  • Servirà produrre più elettricità? In modo pulito.
  • Le grandi industrie accetteranno? Investiranno in energia pulita.
  • l Come fa a esserne sicuro? Saranno incentivate dal ritorno economico.
  • Se non aderissero? Siamo arrivati a un punto di svolta,
  • Altrimenti? L’alternativa è molto cupa.
  • Quale? Ci saranno zone del Pianeta che diventeranno invivibili.
  • Per questo sta girando l’Europa? Ho trovato molto interesse.
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