La bella estate cinematografica ha presentato quattro appuntamenti very cool. La 68° edizione del Taormina Film Fest (dal 26 giugno al 2 luglio) dove abbiamo incontrato Francis Ford Coppola, Giuseppe Tornatore e Ferzan Özpetek. Dalla Sicilia alla Calabria per il Magna Graecia Film Festival numero diciannove (dal 30 luglio al 7 agosto) presieduto da Richard Gere intervistato a Catanzaro. Dal Mar Ionio al Lago Maggiore per approdare in Svizzera all’evento cult del Locarno Film Festival che ha festeggiato 74 anni (dal 3 al 13 agosto) dove Matt Dillon ci ha rivelato l’emozione nel ricevere il Lifetime Achievement Award alla carriera. Dal lago alla laguna veneziana per l’appuntamento più fashion tra le movie-kermesse con la 79° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia (dal 31 agosto al 10 settembre). Flash interview con la regista americana Laura Poitras, vincitrice del Leone d’Oro per il documentario All the beauty and the bloodshed; con la vincitrice del Leone d’Oro alla carriera Catherine Deneuve; la madrina della manifestazione Rocío Muñoz Morales; i neo-produttori Brad Pitt e la Duchessa di York, Sarah Ferguson; la testimonial vip Hillary Clinton; la supermamma del set Penélope Cruz e la diva h 24 Monica Bellucci che interpreta sé stessa nel film fuori concorso di Virzì Siccità.
Taormina festival: Francis Ford Coppola
- Scusi ma cosa significa per lei fare un film? È come andare in guerra.
- Fare un grande film? È un miracolo.
- Rifarebbe Il Padrino? Lo rifarei con uno spirito diverso.
- Quale? Con più entusiasmo.
- All’epoca com’era? Sconsolato e triste.
- Perché? Non sapevo se il film avrebbe avuto successo.
- Quest’anno sono cinquant’anni dall’uscita de Il Padrino, festeggiati qui a Taormina con la versione restaurata. Una partenza difficile. Un cast problematico.
- Che offerta aveva fatto che non avevano potuto rifiutare? Venire subito in Sicilia per iniziare le riprese.
- Funzionò? Grande entusiasmo e accoglienza mai ricevuta in nessun altro posto.
- Per questa accoglienza si era sentito orgoglioso della sua sicilianità? Sono mezzo napoletano e mezzo lucano.
Giuseppe Tornatore
- Scusi ma come mai, lei che è restio alle manifestazioni estive, ha accettato di presentare al Teatro Antico qui a Taormina il suo Ennio? Non si può dire di no al Teatro Antico.
- Cos’ha provato? Grande emozione.
- Non è un po’ retorico detto da chi ha vinto l’Oscar? Nessuno ha la ricetta per un film di successo.
- Dopo tanti successi di prestigio, come si sente? Come un continuo esordiente.
- Secondo lei, le sale cinematografiche hanno i giorni contati? Le sale come Nuovo Cinema Paradiso non scompariranno. Mai.
- Lo conferma il suo docufilm Ennio dedicato a Morricone. Il pubblico era affascinato dal Morricone uomo.
- Cosa prova quando sente il pubblico che l’applaude? Mi sento in colpa.
- Perché? Penso che in questo momento cè gente che sta morendo sotto le bombe di una guerra folle.
- Cosa significa fare il regista? È un mestiere che non si può imparare.
- Registi si nasce? Non ci sono regole né schemi.
Ferzan Özpetek
- Scusi ma non è stato troppo autoreferenziale col suo ultimo lavoro Ferzaneide? Nasce durante il lockdown.
- Una specie di terapia anti-Covid? Ho supplito al fatto che il pubblico non poteva andare al cinema.
- Di cosa tratta Ferzaneide? È un one man show.
- Più precisamente? Un monologo scritto, diretto e interpretato da me.
- Un viaggio nei ricordi? Rivivo le suggestioni e gli incontri con chi ha ispirato i miei film.
- Ricordi solo di lavoro? Ci sono anche la mia infanzia e i miei amori.
- Ma? L’ho fatto per aiutare i lavoratori dello spettacolo rimasti senza guadagno per il lockdown.
- Un’opera di beneficenza? Sold out in tutti i teatri ma non ho voluto 1 euro.
- Cos’era importante? Il pubblico di nuovo a teatro. E i miei collaboratori con i soldi per vivere.
- Cosa le è rimasto? È stata un’esperienza che mi ha cambiato dentro. Il teatro è anche questo, solidarietà.
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