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Bridgerton: un "diamante" di prima qualità
Televisione · Arti e spettacoloSc 736

Bridgerton: un "diamante" di prima qualità

di Franco Olearo

giugno 2022

Londra, 1813. Inizia la stagione dei balli e le debuttanti vengono presentate alla Regina. Fra queste c’è Daphne Bridgerton (Phoebe Dynevor), che viene notata per la sua bellezza. Il foglio scandalistico della sconosciuta Lady Whistledown, distribuito gratuitamente ogni giorno fra la gente che conta, non ha mancato di sottolinearlo, definendo Daphne «un diamante di prima qualità». Si tratta di un ottimo inizio e al ballo del debutto Daphne resta tallonata da Anthony, il fratello maggiore, suo tutore dopo la morte del padre, che si sente in diritto di scegliere per la sorella il partito migliore in base a logiche di opportunità. Per sottrarsi da queste situazioni imbarazzanti, Daphne stabilisce un’insolita alleanza con l’avvenente Simon (Regé-Jean Page), tornato a Londra dopo molti anni, per assumere il ruolo di duca di Hastings in seguito alla morte del padre. Daphne vuole avere il tempo di trovare l’uomo che veramente ama, mentre Simon non vuole pensare al matrimonio per il momento. Così, per ragioni opposte, decidono di recitare insieme la parte degli innamorati per evitare che qualcuno li importuni…

I motivi del successo

La prima stagione di Bridgerton ha avuto un successo clamoroso, come risulta dai dati che la stessa Netflix ha rilasciato. Riferendosi alla totalità del suo mercato mondiale, la serie Bridgerton si è posizionata al primo posto nella categoria delle fiction. Non pochi critici hanno snobbato il lavoro, considerandolo una fanfiction un po’ ridicola, un’“americanata” che ha deturpato gli impeccabili classici di Jane Austen. Se però il successo è stato di tali dimensioni, è opportuno guardarlo con un occhio più rispettoso. Il successo è anche una conferma che la produttrice Shonda Rhimes non sbaglia un colpo. Dopo essersi costruita la propria notorietà come sceneggiatrice di serie di culto (Grey’s Anatomy, Scandal), ha creato ShondaLand, la sua casa di produzione e con questa ha firmato un accordo per prodotti in esclusiva con Netflix. Dopo questo serial, al momento il più visto di sempre, anche il secondo lavoro realizzato in collaborazione, Inventing Anna, sta avendo un ottimo riscontro.

La fedeltà alla storia

Qualsiasi sia il giudizio sulla storia e sui personaggi, bisogna subito premettere che si tratta di un serial di ottima fattura. Lo spettatore resta abbagliato dallo sfarzo delle sale da ballo, dal fascino di palazzi che ostentano l’orgoglio dell’epoca Regency. Non si tratta di elaborati prodotti della computer grafica, ma di riprese effettuate di ciò che di meglio è disponibile a Londra e fuori Londra: Ranger’s House (la casa dei Bridgerton) a est di Londra, Holburne Museum e Royal Crescent a Bath, Castle Howard a York (la nuova residenza di Daphme e Simon), Wilton House, Syon House. Il tutto abbellito con una tecnica di ripresa insolita: nelle scene in interno tutto è a fuoco (come in un quadro dell’epoca), i primi come i secondi piani. Senza contare i costumi e le acconciature, tutti realizzati a mano e su misura, rispettosi della moda del tempo, ma disegnati con grande fantasia e in un tripudio di colori.

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