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Jan Wagner, Autritratto con sciame d’api
Jan Wagner, Autritratto con sciame d’api

Autoritratto con sciame d’api di Jan Wagner

di Valerio Mello

marzo 2023

Tempo sepolto

Jan Wagner, Autoritratto con sciame d’api, Bompiani, Milano 2022, pp. 304, euro 20.

In Autoritratto con sciame d’api, pubblicato da Bompiani nella collana “Capoversi”, il poeta Jan Wagner (Amburgo, 1971) mostra la via nascosta dietro il quotidiano arrugginirsi delle cose – non un tempo sepolto, ma più vivo che mai:

dietro il bancone di fronte alla porta / la foto incorniciata della squadra di calcio: / eroi sorridenti che non danno a vedere / i chiodi arrugginiti dietro le loro maglie.

L’occhio sensibile di chi cerca in una semplice trattoria di provincia il segno del passaggio, di chi è stato, di chi ha pensato, l’impronta indelebile del luogo – a parlare sono le cose «invisibili eppur così potenti», e vagano e si perdo no nei posti, raccontano memoria legata a tutto, ma «quale memoria / è quella? cosa ricordano / tutti i nodi?».

La fine, l’inizio, il percorso nel mezzo, si chiede il poeta come verrà la fine, ascoltando il cigola re di un treno o il muto televisore… i protagonisti agiscono nel le loro avventure, in un niente che si muove e nell’incendio di stanze piene di orologi; i ritratti di Wagner comunicano imponenti presenze attraverso l’opaca superficie della realtà caotica e distratta, perfino una mosca è più pesante del pensiero stesso:

la mosca sullo schermo correva dal mento / al naso e dall’orecchio alla fronte – come seguendo / un suo obiettivo segreto.

E il poeta non può certo sottrarsi alla materia poesia, al poetare inteso come percepire e dare spazio agli invisibili. Questo è guardare, la grammatica del guardare senza giudizio, la cenere scarna del la vera bellezza: «dove alghe e cristallo / si fermavano per un istante i lucci, / sospesi nella loro tenebra, / ognuno la corona scintillante / di una musica primordiale che arri- / vava all’osso».