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Aborto: dov'è il diritto del fanciullo?

Aborto: dov'è il diritto del fanciullo?

di Pier Giorgio Liverani

gennaio 2021

New York, 20 novembre, è un venerdì del 1959 e si riunisce l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, l’Onu. Quante sono le Nazioni? 193 e tutte approvano la Dichiarazione dei diritti del fanciullo. I bambini non sanno che si parlerà di loro, ma i Popoli delle Nazioni Unite «riaffermano la loro fede nei diritti fondamentali dell’uomo e nel valore della persona umana» e affermano che «il fanciullo, a causa della sua immaturità fisica e intellettuale ha bisogno di cure speciali e di una adeguata protezione giuridica sia prima che dopo la nascita».  Adesso siamo a Roma, è il 22 maggio del 1978. È lunedì e il Parlamento vuole troncare una tradizione naturale che dura da millenni: accogliere festosamente il bambino che nasce. Ma ora non è più così: se la madre non lo vuole, può buttarlo via, lo fa mettere tra i rifiuti speciali ospedalieri e il bambino non lo sa. Non sa che nascerà già morto. Forse lo saprà da grande o da morto, in un’altra vita. E forse lo saprà tutto nel viaggio, quando salirà in Cielo. Ma non sarà cattivo con la madre, lassù tutto è bello e buono, soprattutto la morte che è solo anticipata. E in terra sì che si soffre e in tanti modi. E poi lui non sa. In molti modi lo si fa morire prima che nasca, ma al bambino non importa.

In terra e dal quel triste giorno di maggio a oggi il Parlamento ha tolto la vita a più di sei milioni di bambini prima che nascessero. Molti tra gli uomini e le donne sono freddi davanti a quello che resta. Sono pochi, in proporzione, coloro che hanno pianto per una tragedia di queste dimensioni: e poi far uccidere il proprio figlio è un diritto a spese dello Stato, che provvede alla sepoltura senza i nomi delle salme. Neanche quel bambino nel seno sapeva. Meno ancora nel seno o nel cuore della madre. Ma è davvero una madre? Dopo la sepoltura comune si dimentica? Chissà. Forse perché «bisogna dimenticare». E poi adesso, con le pillole del quinto giorno, quello che si uccide è il primissimo essere umano: roba da ragazze un po’ leggere. Sarebbe preoccupante a diciotto anni.

A parole si tutelava il più debole
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