Buon Natale! (Nonostante la stupidità che viene da Bruxelles)

L'editoriale di Cesare Cavalleri - Studi Cattolici dicembre 2021
02/12/2021
Buon Natale! (Nonostante la stupidità che viene da Bruxelles)

Ancora un Natale in compagnia del Covid: mascherine, distanziamenti, tamponi, terze dosi, green pass e via precauzionando. Va bene lo stesso, è pur sempre Natale, almeno fino a quando ci consentiranno di chiamare Natale il Natale. Già, perché l’ultima novità proveniente da Bruxelles è la circolare emanata dalla commissaria UE all’Uguaglianza, la maltese Helena Dalli, già aspirante miss Malta, supervisor delle indicazioni per la comunicazione esterna e interna dell’UE. Era una circolare a uso interno, ma è stata felicemente resa pubblica ed è interessante leggerla come documento della stupidità che scorre negli uffici dell’Unione Europea.

Cito l’Ansa del 30 novembre: «“Le parole e le immagini che usiamo nella nostra comunicazione quotidiana trasmettono un messaggio su chi siamo e chi non siamo”, è la tesi delle linee guida. Una tesi che ha diverse implicazioni pratiche che l’esecutivo UE, nel documento, divide per settori. In tema di genere “sono preferibili” i nomi e pronomi neutrali. Piuttosto che he o she (egli o ella), meglio usare un più generico they (loro). Mai, inoltre, salutare una platea con signore e signori ma presentarsi semplicemente con cari colleghi. In ogni contenuto testuale o audiovisuale “va assicurata la diversità” e in “qualsiasi panel va rispettato l’equilibrio di genere”. Anche nella rappresentazione di una famiglia vocaboli come marito, moglie, padre o madre non rispecchiano il linguaggio inclusivo voluto dall’UE. L’indirizzo resta quello della neutralità: usare, perciò, parole come partner o genitori.
L’inclusione, per i vertici UE, deve essere chiaramente anche religiosa. Così, quando si compila un comunicato, la Commissione sconsiglia al suo staff di usare parole “tipiche” di una specifica religione. Anche per le feste religiose, va usato un generico “festività” e non il nome della festa in questione». Quindi, niente Buon Natale: meglio «Buona festa». E se qualcuno si domanda: «Ma che festa è?», è inevitabile rispondere: «È Natale», è già volata via.

Per documentare la stupidità, riprendiamo una frase sopra riportata: «In ogni contenuto testuale o audiovisuale “va assicurata la diversità”». Dunque, se la diversità esiste, perché i diversi dovrebbero essere uniformati nell’impersonale? Tutti insieme per affogare nell’immensità del nulla? La stupida circolare è stata duramente criticata, non solo dai «sovranisti», ma da un coro di politici, intellettuali, giornalisti e blogger. Anche il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, ha preso posizione, precisando che «distruggere la differenza e distruggere le radici vuol dire proprio distruggere la persona».
L’ex aspirante Miss (dalle foto non si direbbe) non ha potuto fare a meno di ritirare la stupida circolare, e le va dato atto di averlo fatto con tempestività. Questa la motivazione della retromarcia (cito ancora l’Ansa): «L’iniziativa delle linee guida aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. non è un documento maturo e non va incontro ai nostri standard qualitativi. Quindi lo ritiro e lavoreremo ancora su questo documento». Vedremo se l’indomita commissaria all’Uguaglianza lavorerà per renderlo ancora più stupido. Un riflusso positivo del governo Draghi è il rilancio della «competenza», contro la stupidità del pentastellato «uno uguale uno». A Bruxelles, evidentemente, non sono ancora giunti a questa riscoperta. Nonostante tutto, il 25 dicembre, come ogni anno, festeggeremo il Natale, anche con l’immagine di Bernardino Luini in questa pagina. Nella grotta adoreremo il Bambino che si affida inerme alle nostre braccia, al nostro cuore. Un Bambino che diventerà adolescente e poi adulto per compiere la redenzione di ciascuno di noi attraverso la Croce, la sua morte e la sua Risurrezione. E tutto questo per amore di ciascuno di noi, uno per uno. Buon Natale!

Cesare Cavalleri 

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