«Semini cattivi & cervi cuochi»

«Prime letture»: la nuova rubrica sui libri illustrati per l’infanzia
01/11/2021
«Semini cattivi & cervi cuochi»

«Non ti perdere». Così c’è scritto sul ciondolo rotondo della mia collana preferita. Non so perché, ma la indosso quando sento il bisogno di lasciare da parte le distrazioni. In uno di questi momenti qualche giorno fa, sono andata nella libreria Verso che si trova nelle vicinanze dell’ufficio dell’Ares e che ha un’intera stanza dedicata ai libri per bambini. Proprio qui il telefono non prende e così è eliminata anche questa invadente distrazione. Ci sono tre scalini di legno per arrampicarsi e prendere i libri più in alto. A un certo punto alzo gli occhi poco più in su rispetto allo scaffale dedicato alle novità, prendo un libro, lo apro e guarda un po’ cosa trovo scritto: «Come trovare la tua strada anche se ti perdi». Ed ecco che mi sono ritrovata dopo tempo a cercare di scrivere qualcosa sui libri per bambini e in particolare sugli albi illustrati: un mondo che mi ha sempre affascinato per la capacità di connessione tra storia e immagini, e per la sua forza di suscitare nell’animo suggestioni e riflessioni che talvolta si tendono a dimenticare. Sono come pillole che fanno bene ai piccoli che devono crescere ma anche a quegli adulti che hanno il coraggio di tornare bambini, come del resto ricorda il Piccolo principe «tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano».

Tornando alla citazione «Come trovare la tua strada anche se ti perdi» è di Noi siamo qui. Dritte per vivere sul Pianeta Terra (Zoolibri, Reggio Emilia 2020, pp. 48, € 16), di Oliver Jeffers già nel 2007 illustratore ufficiale nel Word Book Day. L’autore con un «Beh, ciao. Benvenuto su questo pianeta» parla non solo al lettore, ma anche, e soprattutto, a suo figlio di pochi anni (lo si capisce dalla dedica in esergo) e gli presenta tutto ciò che troverà nel mondo, una sorta di benarrivato sulla Terra. I pianeti e le stelle, gli oceani, gli animali del mare e della terra, le persone. Un mondo veloce in cui bisogna saper usare bene il proprio tempo e in cui si deve trovare il proprio spazio. C’è però una certezza: siamo in tanti ma non di certo soli. Dal generale al particolare, da ciò che è lontano fino a ciò che ci è più vicino, la famiglia. Nelle pagine finali troviamo: «Ci sono solo tre parole per le quali vivere, figlio mio: rispetto, considerazione e tolleranza».

Non è forse questa una prospettiva che siamo stati chiamati ad avere proprio in questi ultimi tempi? Ci siamo spogliati delle nostre maschere o piuttosto le abbiamo indossate per apparire diversi? Un’antologia dei nostri sentimenti e delle rispettive manifestazioni è raccontata attraverso animaletti di fantasia rotondi e pelosi che personificano con le loro azioni tutto ciò che noi siamo. Siamo entusiasmo e paura, ansia e fiducia, tristezza e gratitudine. Ci conosciamo? Sentimenti, emozioni e altre creature (T. Oziewicz-A. Zajac, Terre di Mezzo Editore, Milano 2021, pp. 72, € 15) ci presenta le nostre personalità, e se la «rabbia» tante volte «esplode» e «l’odio taglia i fili con i denti e distrugge i contatti», come siamo per risultare veramente cattivi? Siamo cattivi solo quando siamo consapevoli di essere cattivi (che è peggio) o anche quando per esempio saltiamo la fila, diciamo «bugie senza senso» e senza motivo, non ascoltiamo, siamo invadenti. Forse siamo così perché in un momento della nostra vita abbiamo toccato il fondo? O un senso di ribellione ci spinge ad agire in questo modo distruggendo noi stessi e gli altri?

È vero anche che «è difficile essere buoni quando si è abituati a essere cattivi». Semino Cattivo è un seme di girasole che sembra faccia una brutta fine per essere caduto insieme ai suoi fratelli in un sacchetto di snack. Lui però è rimasto l’unico a non essere ingurgitato. Nonostante si sia salvato, questo fatto gli ha creato sicuramente un trauma e una grande rabbia: è diventato cattivissimo. Semino cattivo «semina» cattiveria. A un certo punto della sua vita però ha preso una decisione importante: vuole cambiare o almeno provarci. E così piano piano anche gli altri, che lo giudicavano male senza conoscere le sue vicissitudini, iniziano a vederlo in modo diverso e apprezzare di lui certi aspetti: solo alcuni, non siamo di certo perfetti. È l’eterno rimbalzo tra giudizio e pregiudizio. Quante volte giudichiamo senza conoscere e siamo scortesi e quante volte appiccichiamo gratuitamente delle etichette. Semino cattivo di Jory John e Pete Oswald (HarperCollins Italia, Milano 2021, pp. 40, € 12) ci fa riflettere proprio su questo, probabilmente ci farà anche cambiare atteggiamento e modi.

C’è un aspetto che accumuna il nostro rapporto con le persone vicine o lontane che siano: il senso di appartenenza – forse il vero succo di tutte queste storie – che ricerchiamo ogni giorno, talvolta senza nemmeno accorgercene. Ce lo racconta con delicatezza Leo Lionni – uno dei designers e illustratori più influenti del Novecento – in Pezzettino (Babalibri, Milano 2021 [undicesima ristampa], pp. 32, euro 12). Pezzettino, un cubo di colore arancione, crede di non appartenere a nessuno e perciò va alla ricerca della propria identità per mari e per monti. Il Saggio gli dice che per trovarla deve andare all’isola di Chi-Sono. Una volta lì, Pezzettino stanco ed esausto cade giù per un dirupo, si rompe in tanti pezzi e fa una scoperta: lui è proprio fatto così, di tanti pezzettini.

Ecco: spesso pretendiamo di essere accettati prima ancora di conoscere di che pasta siamo fatti. A proposito di pasta, ora riposiamoci un attimo e andiamo nel bosco, dove Cervo ci preparerà una buona merenda. Cervo, protagonista del Mistero nel bosco (S. Isern, ill. D. Montero Garlàn, #logosedizioni, Modena 2021, pp. 40, € 15) ogni mattina esce di casa, attraversa il fiume e va nell’angolo più remoto del bosco. Raccoglie tutto ciò che gli serve per preparare marmellate e frutta sciroppata che tutti apprezzano e mangiano insieme divertendosi «fino all’ultimo saluto del sole e al primo canto del grillo». Un bel giorno però a Cervo viene rubato il libro delle ricette e dopo un primo momento in cui diventa furibondo, decide di condividere la sua passione e il suo talento ai fornelli (con chi, lo scoprirete). Se prima parlavamo di rabbia, ora possiamo notare come essa può essere trasformata in partecipazione e condivisione delle proprie qualità. Ciò però non toglie la fatica iniziale del perdono. Teniamo a mente che spesso facciamo le cose più grandi di quello che effettivamente sono, e tutto si può risolvere davanti a una bella fetta di torta di mele (il caro Cervo ci ha lasciato la ricetta).

Mi sembra ora sia arrivato il momento di riposare. E per farlo vorrei ricordare Il grande libro dei pisolini (G. Zoboli-S. Mulazzani, Topi Pittori, Milano 2013, pp. 32, € 20), perché ci racconta in rima e in modo simpatico come dormono gli animali: a testa in su, in giù, chi con il pupazzo chi senza pigiama, chi sogna e chi russa. E voi come dormite? E poi, non è che alla fine siamo noi stessi solo quando dormiamo? Pensateci su, intanto, buonanotte.


Caterina Ceriani

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